27 Febbraio 2026 - 00:07:20

di Vanni Biordi

La questione della sanità abruzzese è finita ieri sotto i riflettori della Commissione di Vigilanza, presieduta da Sandro Mariani. Non si è trattato di una semplice formalità burocratica, ma di un esame approfondito sulle procedure di valutazione dei manager delle ASL.

La richiesta, avanzata dai commissari del Pd Silvio Paolucci e Antonio Blasioli, punta a scoperchiare un tema che tocca quotidianamente i cittadini: il divario tra gli obiettivi fissati sulla carta e la realtà dei servizi, con un focus chirurgico sulle liste d’attesa. Tema trattato nella scorsa puntata di “Punti di Vista”, su laQtv.

L’assessore alla Sanità, Nicoletta Verì, ha difeso l’operato regionale insieme ai vertici tecnici, tra cui il direttore del Dipartimento Sanità Camillo Odio e il direttore dell’Agenzia Sanitaria Regionale Pierluigi Cosenza. Al centro del dibattito non c’è solo la capacità di spesa, ma l’efficacia clinica e organizzativa dei Direttori Generali.

In ambito amministrativo, la valutazione di un manager pubblico non segue solo logiche di bilancio. Esiste un sistema di KPI (Key Performance Indicators) che dovrebbe legare una parte della retribuzione al raggiungimento di traguardi specifici. «Il responsabile unico regionale dell’assistenza sanitaria, Marco Scorrano, fornirà i dati relativi alle verifiche nelle Asl regionali», si legge tra i documenti della Commissione.

Questo passaggio è fondamentale perché senza dati certi sulle prestazioni erogate, la valutazione rischia di diventare un esercizio astratto. Un esempio pratico? Se un manager chiude il bilancio in pareggio ma i tempi per una risonanza magnetica passano da tre a sei mesi, il “punteggio” di quel dirigente dovrebbe risentirne drasticamente. È il concetto di accountability, tradotto: responsabilità della resa dei conti, applicato alla salute pubblica.

La seduta ha poi cambiato binario, spostandosi sulla gestione dei canili abruzzesi. Qui la Commissione ha scelto la via dell’ascolto, convocando Gabriele Bettoschi, rappresentante di “Tutela Diritti degli Animali ets”. Il tema è meno marginale di quanto sembri perché la gestione del randagismo e delle strutture di accoglienza rappresenta una voce di spesa significativa per gli enti locali e un indicatore di civiltà per il territorio. La mancanza di un responsabile di dipartimento titolare in Regione, sostituito pro tempore da Camillo Odio, evidenzia una fragilità strutturale che l’associazionismo chiede di colmare con urgenza.

È rimasto invece al palo, per motivi di tempo, il dossier sul terminal bus di Vasto. La verifica sullo stato di manutenzione, sollecitata da Francesco Prospero, è stata rinviata. Un promemoria del fatto che, tra grandi riforme sanitarie e tutela dei diritti, la politica deve fare i conti con la “manutenzione ordinaria” del vivere quotidiano.

In buona sostanza, l’Abruzzo si trova davanti a un tema delicato come quello della trasparenza. La partita non si gioca solo sulle cifre, ma sulla capacità della Regione di monitorare chi gestisce i servizi essenziali. Resta da capire se i dati che verranno forniti da Scorrano confermeranno le criticità lamentate dagli utenti o se ci racconteranno una storia diversa, una storia di efficienza ancora lontana dalla percezione comune.