06 Maggio 2026 - 16:21:53
di Martina Colabianchi
Diventerà obbligatorio nei prossimi giorni il badge digitale destinato ai lavoratori impegnati nelle migliaia di cantieri della ricostruzione post sisma 2016 del Centro Italia presentato alla Camera dei deputati, alla presenza del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, e del Commissario straordinario di Governo per il Sisma 2016, Guido Castelli.
Una misura che verrà estesa a livello nazionale e che sarà prima sperimentata in questi territori, con la vigilanza della Struttura per la prevenzione antimafia del Viminale, guidata dal prefetto Paolo Canaparo.
Questo strumento, è stato spiegato, consente di monitorare in modo trasparente le presenze nei cantieri, rafforza la tutela dei lavoratori e contribuisce a prevenire fenomeni di irregolarità e possibili infiltrazioni criminali, in una fase in cui la dimensione economica della ricostruzione richiede il massimo livello di attenzione.
«L’introduzione del badge di cantiere è una iniziativa che rafforza ulteriormente l’impegno comune su temi che riguardano il futuro delle comunità coinvolte. Una scelta chiara che pone i temi della sicurezza sul lavoro, della tutela dei diritti dei lavoratori e del contrasto ad ogni forma di illegalità al centro della rinascita di questi territori così dolorosamente colpiti. Una misura che tutela anche la qualità e i tempi di realizzazione delle opere, insieme agli ingenti investimenti pubblici», ha sottolineato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nel corso della presentazione.
Per il Commissario straordinario al sisma 2016, Guido Castelli, «il badge di cantiere rappresenta uno dei tasselli più significativi di una strategia più ampia che punta a coniugare innovazione tecnologica, sicurezza e legalità”. A ribadirlo è stato anche il presidente dell’Anac, Giuseppe Busia, secondo cui la misura “è un un elemento chiaro, un simbolo e anche un traguardo” oltre che “uno strumento essenziale per evitare infiltrazioni che si possono realizzare nei cantieri».
«L’obiettivo – ha aggiunto la ministra del Lavoro, Marina Elvira Calerone – è costruire un sistema replicabile, che utilizzi la tecnologia per migliorare la trasparenza, i controlli, le tutele».
Per il questore della Camera, Paolo Trancassini, infatti, «la digitalizzazione dei processi non rappresenta soltanto un obiettivo tecnologico, ma una leva fondamentale per migliorare l’efficienza dell’azione pubblica e rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni».
Il cratere del sisma 2016, il cantiere più esteso d’Europa, si afferma così non solo come il luogo della più grande ricostruzione in corso, ma anche come uno spazio di sperimentazione dove si costruiscono soluzioni innovative, precursori e casi studio reali, nel quale si valorizza la capacità delle istituzioni di fare sistema, anticipando modelli normativi e operativi destinati a consolidarsi a livello nazionale.
Guardando ai lavori in corso, attualmente sono in moto quasi 10 mila cantieri di ricostruzione privata (oltre 14.500 quelli già conclusi). Sono stati concessi oltre 12,6 miliardi di euro e liquidati oltre 7,9 miliardi (di cui il 66% dei quali negli ultimi tre anni). La ricostruzione pubblica conta ulteriori 3.730 interventi finanziati e sbloccati per oltre l’80% nel 2023. Il 61% di questi (oltre 2.300 cantieri) sono giunti alla fase di progettazione per cui, già nel 2026, potrebbero avviare i lavori venendo così coinvolti nell’applicazione del badge e settimanale di cantiere.
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