02 Marzo 2026 - 09:53:52

di Tommaso Cotellessa

Un’antenna alta circa 20 metri potrebbe sorgere nel pieno centro di Canistro. Il progetto, inserito nell’intervento di potenziamento predisposto da Rete Ferroviaria Italiana (RFI), sta alimentando un acceso dibattito in paese, tra proteste e crescente malumore.

L’infrastruttura è funzionale all’implementazione del sistema ERTMS, tecnologia destinata a innalzare gli standard di sicurezza ed efficienza della linea ferroviaria. Tuttavia, la localizzazione scelta — nel cuore del centro abitato — è al centro di una dura contestazione da parte dell’Amministrazione comunale e di una parte significativa della cittadinanza.

In una nota diffusa in merito al sit-in di protesta contro il posizionamento dell’antenna GSM-R ferroviaria, l’Amministrazione ha ritenuto opportuno chiarire la propria posizione.

Il sindaco e la giunta spiegano di aver contestato fin da subito la scelta del sito. Durante una prima fase di interlocuzione con i tecnici di Italferr, le obiezioni sollevate dal Comune avevano portato alla sospensione di quella parte delle lavorazioni.

Successivamente, però, appresa la ripresa dei lavori senza lo spostamento richiesto, l’ente è intervenuto formalmente con una nota di diffida, trasmessa il 17 febbraio 2026 a RFI e alla stessa Italferr a cura dell’Ufficio tecnico comunale.

Per quanto riguarda il tema dei campi elettromagnetici, Italferr ha effettuato uno studio dettagliato acquisendo il parere positivo di ARPA. Proprio per questo motivo le osservazioni dell’Amministrazione non si sono concentrate su questo aspetto.

Il nodo principale sollevato dal Comune riguarda invece la mancanza dell’autorizzazione paesaggistica, che — secondo quanto riportato — non sarebbe mai stata richiesta da RFI e, di conseguenza, mai rilasciata dall’ente previo parere della Soprintendenza competente.

L’installazione di un’antenna di tali dimensioni nel pieno centro del paese viene considerata dall’Amministrazione «un grave nocumento sotto il profilo paesaggistico e urbanistico», in contrasto con i vincoli ambientali vigenti.

Pur riconoscendo il valore strategico dell’investimento legato al sistema ERTMS, finalizzato a garantire standard più elevati di sicurezza e affidabilità del traffico ferroviario, il Comune ribadisce con fermezza la propria linea: l’antenna deve essere spostata in un punto ritenuto più idoneo e compatibile con il contesto urbano e ambientale.

«Si continuerà a chiedere nelle diverse sedi lo spostamento dell’antenna», fanno sapere dall’Amministrazione, che sottolinea come la questione non sia ideologica né contraria al progresso tecnologico, ma legata esclusivamente alla tutela del territorio.

A conferma dell’unità di intenti su una questione definita di interesse collettivo, il sindaco e gli altri amministratori comunali hanno già comunicato la propria partecipazione al sit-in in programma sabato.

L’iniziativa viene descritta come un momento di condivisione e coesione istituzionale su un tema che tocca l’intera comunità. «Su questioni di utilità pubblica – conclude l’Amministrazione – non vi sono né possono esservi divisioni».

La vicenda resta ora aperta sul piano tecnico e istituzionale, mentre in paese cresce l’attesa per capire se il confronto con RFI porterà a una revisione del progetto o a un braccio di ferro destinato a proseguire.

 «Ci fa piacere che, finalmente, anche l’Amministrazione comunale abbia preso posizione sulla vicenda dell’antenna GSM-R. Ma la domanda resta una sola: perché solo adesso?», scrivono in una nota i cittadini del comitato Tutela Canistro che invitano le istituzioni alla responsabilità.

«È una presa di posizione netta quella che arriva da cittadini e componenti attivi sul territorio dopo il comunicato diffuso dal Comune, che annuncia contrarietà al posizionamento dell’antenna e la partecipazione al sit-in di protesta – aggiungono – Secondo quanto evidenziato, da mesi la popolazione chiede informazioni, chiarimenti e trasparenza su un intervento localizzato nel pieno centro abitato, senza tuttavia ottenere risposte puntuali. Nel frattempo, i lavori sono andati avanti sotto gli occhi di tutti. Per settimane si è andati avanti nel silenzio e solo dopo un nostro sopralluogo e dopo aver acceso pubblicamente l’attenzione sulla vicenda si registra una presa di posizione ufficiale».

«Da qui il nodo politico-amministrativo sollevato: si tratta di un’azione realmente tempestiva o dell’ennesimo intervento tardivo, quando ormai il procedimento è già in fase avanzata? Una dinamica che, secondo i cittadini, richiama quanto accaduto su altre vicende recenti – sottolineano – Sembra di rivedere quanto successo pochi mesi fa con il CAM, dove si è arrivati a prendere atto della situazione solo quando le decisioni erano già state assunte altrove”. Al centro della critica non c’è solo il merito della questione, ma soprattutto il metodo. Il Comune non può limitarsi a inseguire gli eventi o a partecipare a un sit-in. Il Comune è l’ente che deve governare i processi, prevenire i problemi e assumersi responsabilità nei tempi corretti. Ma c’è un ulteriore aspetto che preoccupa e che apre interrogativi ancora più seri sul piano amministrativo e del controllo del territorio. Qui non si parla solo di un’antenna. Si parla del fatto che, nel pieno centro del paese, siano stati eseguiti lavori rilevanti – uno scavo profondo oltre due metri, la posa di una gabbia in acciaio, una gettata di cemento – senza che fosse esposto alcun cartello di cantiere, come previsto dalla normativa vigente, e senza che vi fosse alcun intervento visibile da parte del Comune».

«Un elemento che, secondo i cittadini, non può essere liquidato come secondario, perché attiene direttamente al rispetto delle regole, alla trasparenza e al controllo dell’attività edilizia sul territorio – aggiunge la nota dei cittadini – Il messaggio che passa è pericoloso: che chiunque possa intervenire nel centro abitato senza le dovute informazioni, senza cartellonistica obbligatoria e senza controlli. Se così fosse, sarebbe un precedente gravissimo. In questo contesto, viene anche riconosciuto il ruolo svolto dall’opposizione consiliare. Un plauso va a Ermero Antonini e ai consiglieri di minoranza che si sono attivati per fare chiarezza e per garantire trasparenza su un aspetto così rilevante per la comunità».

A intervenire anche il presidente del Comitato, Aleandro Mariani, che chiarisce la posizione in vista della mobilitazione: «Ci saremo, senza esitazioni. Ma sia chiaro: non saremo lì per fare passerelle politiche o per rincorrere visibilità. Noi saremo lì per difendere seriamente il territorio, per tutelare i cittadini e per pretendere risposte concrete. Su queste battaglie non si scherza e non si costruisce consenso: si lavora, con responsabilità e determinazione. Su temi come questo non si può improvvisare né rincorrere il consenso. Qui si parla del futuro del paese, della tutela del territorio e della qualità della vita dei cittadini. Servono serietà, presenza e capacità di agire quando le cose accadono, non quando ormai sono già accadute».