02 Marzo 2026 - 19:29:45

di Martina Colabianchi

Il Pubblico Ministero della Procura di Rieti e segretario generale dell’Associazione Nazionale Magistrati Rocco Maruotti è stato l’ospite d’onore di un nuovo incontro pubblico sulle ragioni del No al referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo prossimi.

Cornice dell’evento, organizzato dai Comitati per il No, una partecipata sala lignea del Palazzetto dei Nobili dell’Aquila. Presenti, tra gli altri, la consigliera comunale di L’Aquila Coraggiosa Simona Giannangeli e il segretario della Cgil dell’Aquila Francesco Marrelli.

A moderare l’incontro è stata la giornalista Giusi Fonzi.

Al centro del confronto, ancora una volta, l’indebolimento dell’autonomia della magistratura che, secondo i contrari alla riforma a firma Carlo Nordio, il governo starebbe cercando di attuare mediante la sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura. A questo si unirebbe l’istituzione di un tribunale speciale esterno ai Csm per giudicare gli illeciti disciplinari dei magistrati.

Una riforma dannosa, dunque, ma anche inutile e a tutto svantaggio dei cittadini comuni secondo il Pm Maruotti.

«Questa riforma purtroppo non darà alcun contributo all’efficienza del sistema, non ridurrà i tempi della giustizia, non renderà le sentenze più giuste perché non non renderà certamente i giudici infallibili – spiega il Pubblico Ministero ai microfoni di LaQtv -. I giudici sbagliano come sbagliano tutte le categorie professionali, tra cui i politici. Sicuramente renderà i magistrati meno coraggiosi, più impauriti, meno capaci di resistere alle pressioni della politica perché è una riforma che mira ad indebolire il Consiglio Superiore della Magistratura, organo di rilevanza costituzionale voluto dai padri costituienti proprio per garantire l’autonomia e l’indipendenza».

«Sono sotto gli occhi di tutti, quotidianamente, gli attacchi che la politica fa ai magistrati che oggi sono in grado di resistere a quelle pressioni perché hanno un Csm forte». Attacchi che sono proseguiti anche in questi giorni, con scontri senza esclusione di colpi da entrambi i fronti, nonostante il monito del presidente della Repubblica Mattarella ad abbassare i toni della disputa.

«Io temo che questa riforma – conclude Maruotti – produrrà inevitabilmente riflessi negativi sui diritti dei cittadini, soprattutto di quelli più deboli, di quelli che hanno bisogno di un giudice che tuteli i loro interessi».