Gruppo PD su risoluzione bocciata: "Marsilio tassa e taglia e in caso di pareggio dei conti della sanità non restituirà alle famiglie gli importi sottratti con le imposte sul deficit
03 Marzo 2026 - 16:38:00
restituire alla comunità le maggiori tasse volute dalla Giunta Marsilio
per colmare il deficit sanitario, se nel 2028, dopo la riscrittura del
Programma Operativo, i conti della sanità dovessero andare in pareggio o
emergessero maggiori risorse. La destra decide continuare a chiedere
sacrifici agli abruzzesi: tra 40 e 50 milioni di euro di tasse in più
ogni anno fino al 2029, oltre 170 milioni di euro di tagli alla sanità”,
per il gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale questi sono
i numeri che certificano “un fallimento vero e proprio” della gestione
sanitaria della destra al governo della Regione.
“Lasciare le tasse al massimo per tutta la legislatura fino al 2029 –
spiegano il capogruppo Silvio Paolucci, proponente del testo insieme ai
consiglieri Antonio Di Marco, Pierpaolo Pietrucci, Sandro Mariani,
Antonio Blasioli e Dino Pepe – significa dare a famiglie e imprese
l’ennesimo schiaffo. È del tutto irresponsabile aver dichiarato prima
del voto che non si sarebbero mai messe le mani nelle tasche dei
cittadini e aver fatto come primo atto proprio l’aumento
dell’addizionale regionale al massimo consentito. Una scelta aggravata
dal fatto che, con una norma dello Stato voluta lo scorso anno, si è di
fatto commissariata la gestione della sanità e ridimensionato il ruolo
del Consiglio regionale, esautorato dalle scelte strategiche.
Non parliamo di ipotesi astratte. Il Ministero della Salute e il MEF
hanno imposto alla Regione di rivedere al ribasso le entrate 2027–2028.
Se, nonostante questo, il sistema dovesse dimostrare un equilibrio
finanziario o addirittura beneficiare di maggiori risorse dal riparto
nazionale, verrebbe meno la giustificazione politica che ha sostenuto
l’aumento dell’addizionale IRPEF e dell’IRAP deciso dalla destra nel
2011 e soprattutto nel 2025 da Marsilio.
Una posizione che resta difficile anche nel merito tecnico: se dobbiamo
presentare un Programma Operativo con meno entrate, come chiesto dai
Ministeri, per 64 milioni di euro in meno, allora cade la tesi della
maggioranza sulla necessità di maggiori risorse in sede di riparto del
fondo sanitario. Se invece saremo in grado di ottenere più fondi
garantendo equilibrio con minori entrate, quelle risorse devono tornare
alla comunità. Intanto si propone un Programma Operativo 2026/2028 di
enormi tagli con prescrizioni vincolanti da recepire obbligatoriamente
dal Consiglio Regionale, in sostanza un vero e proprio
commissariamento”.
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