03 Marzo 2026 - 19:53:12
di Tommaso Cotellessa
A diciassette anni dal terremoto del 2009 e a dieci da quello del Centro Italia, il tema della ricostruzione il consigliere comunale Paolo Romano, capogruppo di L’Aquila Nuova in Consiglio comunale, torna sul tema della ricostruzione annunciando di aver richiesto, insieme ai consiglieri del Partito Democratico, la convocazione urgente di una seconda commissione dedicata a questo argomento.
Secondo Romano, «alle legittime lamentele dei cittadini che ancora non riescono a vedere ripristinate le proprie abitazioni continua a mancare la risposta delle istituzioni». Una situazione che, a suo dire, rischia di aggravarsi ulteriormente in assenza di provvedimenti attuativi chiari e tempestivi.
Nel mirino del consigliere c’è in particolare l’ordinanza, pronta all’adozione, del commissario straordinario alla ricostruzione 2016/2017 Guido Castelli. Il provvedimento riconosce una tutela per i proprietari di abitazioni che, al 31 dicembre 2025, non avevano completato i lavori in addendum al Superbonus e che rischiavano di non vedere ripristinata l’agibilità delle unità immobiliari. Per Romano si tratta di «un passo in avanti» per evitare che una situazione già complessa diventi insostenibile.
La normativa vigente, ricorda il consigliere, consente oggi anche ai responsabili degli Uffici Speciali della Ricostruzione di incrementare il contributo per la ricostruzione privata del sisma 2009, nei limiti delle risorse disponibili, analogamente a quanto previsto per il cratere 2016. L’incremento potrebbe applicarsi anche alle istanze presentate entro il 31 dicembre 2025, fino a coprire i costi rimasti a carico dei beneficiari a causa del mancato completamento degli interventi legati alle opzioni del Superbonus, come sconto in fattura e cessione del credito.
Tuttavia, denuncia Romano, «mancano i provvedimenti attuativi». Ad oggi non sarebbe stato adottato alcun decreto congiunto tra USRA e USRC, lasciando senza risposte cittadini, tecnici e imprese su tempi, criteri di erogazione e parametri tecnici definitivi. Un vuoto normativo e operativo che, secondo l’esponente di L’Aquila Nuova, «blocca di fatto i cantieri già avviati e consegna migliaia di pratiche all’inerzia amministrativa».
A complicare ulteriormente il quadro vi è l’assenza di un aggiornamento del decreto congiunto USRA-USRC n. 5 e la mancanza di fondi aggiuntivi per i cantieri, elementi che impedirebbero di colmare le differenze parametriche legate all’aumento dei costi dei materiali nel settore edilizio.
Romano sottolinea anche la differenza, «non solo economica ma politica e gestionale», tra il cratere 2016 e quello del 2009. Se per il sisma del Centro Italia negli anni successivi sarebbero state costruite reti di assistenza, procedure e regolazioni specifiche, per il terremoto aquilano – sostiene – mancherebbero ancora linee guida applicative chiare e un adeguamento dei costi parametrici alle dinamiche del mercato.
«Quanto tempo dovranno ancora aspettare i cittadini aquilani?», si chiede il consigliere, criticando quella che definisce l’immobilità della Giunta comunale. «Non serve mettere il numero di telefono della politica sui social per mandare avanti la ricostruzione – conclude – se poi mancano decreti aggiornati, criteri di calcolo definiti e iter semplificati che rappresenterebbero certezze per i cittadini».
La richiesta di una nuova commissione consiliare punta ora a fare chiarezza sullo stato dell’arte della ricostruzione e sulle criticità ancora aperte, in un territorio che attende da anni risposte concrete e definitive.
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