04 Marzo 2026 - 16:34:58
di Martina Colabianchi
Tre scuole internazionali e altrettanti convegni, la pubblicazione di un libro di studio e di guide di alta divulgazione nelle principali lingue europee, studenti e ricercatori provenienti da diversi Paesi e un progetto formativo che individua nel territorio un ambito di studio e sperimentazione.
È quanto previsto dalle attività di ricerca, formazione e rigenerazione culturale promosse dall’Università degli Studi dell’Aquila nell’ambito del progetto Pnrr “Rocca Calascio – Luce d’Abruzzo”, di cui il Comune di Calascio è soggetto attuatore.
Il programma di alta formazione, dedicato allo studio del patrimonio e ai processi di valorizzazione dei piccoli centri, individua nelle International School e nei convegni aperti alla cittadinanza il luogo di integrazione tra ricerca accademica, progettazione contemporanea e conoscenza dei territori, contribuendo al rafforzamento della dimensione internazionale dell’Ateneo.
Le iniziative sono pienamente inserite nel percorso di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026.
Le attività sono state illustrate dal referente scientifico dell’accordo tra Comune di Calascio e Università degli Studi dell’Aquila, il professore Luca Pezzuto, presidente del corso di Laurea Magistrale in Arte e Patrimonio Culturale e referente di Ateneo per il Patrimonio Culturale e il Polo Museale, e da Alfonso Forgione, professore di Archeologia cristiana e medievale e responsabile scientifico delle indagini archeologiche sulla Rocca.
«Il cuore del progetto di Calascio è il restauro e lo studio di tutta la zona archeologica che si trova attorno al castello», spiega il sindaco del borgo Paolo Baldi.
«Il progetto – ha detto ancora il sindaco – prevede 20 linee di intervento, delle quali 16 con interventi infrastrutturali che sono tutti a buon punto. Quattro sono stati già conclusi a giugno del 2025, gli altri sono in chiusura. Poi ci sono altre attività legate ai servizi per il turismo. Tutti conosciamo i numeri che Calascio fa ogni anno, quindi abbiamo pensato di inserire una serie di attività legate a questo. Infine, ci sono una serie di attività legate allo sviluppo delle economie tradizionali che sono la pastorizia e la lavorazione della lana. Poi abbiamo tutta un’altra parte di attività culturali che hanno visto la formazione di quattro scuole di perfezionamento tra le quali, appunto, la scuola per la pastorizia, che a mio avviso potrebbe essere una delle attività che potrebbe dare maggior rilancio all’economia tradizionale».
«L’università è sempre molto attenta al territorio in cui opera, anche nel supportare eventi di questo tipo sul terriorio – ha dichiarato il rettore dell’Università dell’Aquila Fabio Graziosi -. Noi in questo progetto abbiamo un ruolo molteplice, ci occupiamo di fare formazione sui temi di interesse per il territorio, di organizzare convegni, ma soprattutto di presidiare il territorio con il nostro personale, docenti e studenti per approfondire la conoscenza di questi luoghi».
Proprio a questo obiettivo mira uno dei progetti più ambiziosi dell’Univaq nel borgo, ossia «ricostruire – ha spiegato ancora Graziosi – una vista tridimenzionale virtuale di questi siti basandoci su dati storici raccolti dagli scavi e da evidenze scientifiche».
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