04 Marzo 2026 - 17:07:47
di Martina Colabianchi
«Come cittadini aquilani siamo orgogliosi del riconoscimento dell’Aquila Capitale italiana della cultura 2026. Come consiglieri comunali abbiamo da tempo deciso, su questo tema, di provare ad essere propositivi ed aiutare nella buona riuscita».
Così, in una nota, i consiglieri comunali Enrico Verini e Gianni Padovani, che lanciano tre idee all’amministrazione comunale, con la speranza che vengano accolte.
La prima proposta è quella di far posizionare dei cartelloni pubblicitari lungo l’autostrada A24 con il logo e la dicitura di L’Aquila Capitale italiana della cultura 2026, invitando a visitare il capoluogo abruzzese. «Male non sarebbe se analoghi cartelloni, fossero posizionati anche nei vari ingressi dell’Aquila».
La seconda è quella di reintrodurre la tradizione di città culturalmente vicina al mondo del cinema. Come ricordano i due consiglieri, a L’Aquila c’erano l’Accademia dell’immagine, tre cinema in centro, una manifestazione, “L’Aquila una città in cinema” che coinvolgeva l’intera città con la proiezione di numerosi film, conferenze di attori, registi, premi Oscar nelle varie sale conferenze cittadine.
«Lanciamo un Festival del cinema – la proposta -, agganciandoci a uno dei festival più noti, traslato di sei mesi; ad esempio il festival di Venezia, riproiettando alcuni dei film presentati lì, invitando attori, registi e operatori vari, e facendo una tessera da distribuire alle scuole ma in generale alla popolazione, per la loro visione; potremmo anche immaginare una votazione sui film visti, attribuendo un premio a quello preferito da questa giuria “popolare”».
«Sarebbe davvero una bella iniziativa e, soprattutto sarebbe una cosa che resterebbe anche negli anni successivi, ridando spessore al nostro vissuto culturale e immaginando in prospettiva il Cinema Massimo come luogo in cui svolgere il tutto (nel frattempo si potrebbero utilizzare le multisale esistenti)». Ovviamente, la proposta vedrebbe anche il coinvolgimento dell’istituzione “Abruzzo film Commission”.
La terza idea si aggancia alla più stretta attualità internazionale, proponendo L’Aquila come luogo italiano delle mediazioni di pace internazionali.
«Ne abbiamo tutti i titoli morali essendo la nostra, una capitale mondiale del Perdono (e senza perdono non può esserci mai pace), con la Perdonanza – spiegano Verini e Padovani -. Ma oltre a questo abbiamo anche la struttura della Guardia di Finanza che, per aver già ospitato il G8, ha tutte le caratteristiche tecniche e di sicurezza adatte a ospitare le eventuali delegazioni dei paesi coinvolti nelle trattative. Sarebbe una bellissima maniera, con ricadute davvero importanti, per contribuire a dare una vocazione appropriata alla nostra città».
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