Unioni civile: Pezzopane "Due sindaci di destra si sposano. Avevamo ragione a fare legge, i diritti servono a tutte e tutti"
11 Marzo 2026 - 19:48:19
“Due sindaci di destra con oleranno a giusta unione civile. Auguri a
loro. Utilizzano una legge fortemente voluta dal centrosinistra e
dalla destra ostacolata in ogni modo.
I diritti infatti servono a tutte e tutti. E le battaglie ideologiche di
retroguardia vengono smentite dalla vita reale.
Lo dicevamo in Parlamento e nel paese in quei lunghi mesi di dibattito
per dare al nostro paese più diritti e più libertà. Ricordo interventi
di esponenti della destra che evocavano mostruosità e perversioni,
ricordo parlamentari di destra esprimersi con parole assurde e volgari,
usando il peggio della omofobia e del sessismo. Avevano torto marcio.
Governava il Centrosinistra, Presidente del Consiglio era Matteo Renzi e
la legge si chiama in gergo “Legge Cirinnà” perché Monica Cirinna’ del
Pd era la prima firma ed io ero con lei firmataria e sostenitrice di
quella legge in decine di riunioni della Commissione Giustizia. Ho
celebrato dopo l’approvazione della legge diverse unioni civili di
coppie innamorate e quella di Filippo Flocco e Carmine Pavone fu la
prima in Abruzzo. Ora due sindaci di destra si sposano grazie ad una
legge fatta dalla sinistra. E va bene così. Buona vita a loro e tanta
felicità.
Alessandro Basso, sindaco di Pordenone, Fratelli d’Italia. Loris Bazzo,
sindaco di Carlino, Lega. Il 27 giugno si diranno sì. È la prima unione
civile tra due sindaci nella storia d’Italia. Stanno insieme da cinque
anni.
E si sposano grazie a quella legge che nel 2016 la destra ha provato a
bloccare in ogni modo, tanto che dovemmo apporre il voto di fiducia per
farla passare. Basso oggi dice che “la destra ha superato la sinistra
sui diritti.” No. La destra usa un diritto che altri hanno conquistato
per lei. Sui diritti siamo fermi lì. Purtroppo nemmeno un passo avanti,
la destra ha bloccato la legge contro l’omofobia ed ora quella sul
consenso con un approccio ideologico reazionario ed illiberale. La
verità è che i diritti servono a tutte e tutti. E questa vicenda lo
dimostra.
I diritti non sono favori. Non sono proprietà di partito. Non chiedono
la tessera. Non controllano per chi voti.
Quella legge del 2016 oggi protegge anche chi l’ha combattuta ed
avversata con bieco oscurantismo . Sono passati 10 anni e possiamo dire
di aver fatto una cosa giusta. Ne sono felice e ed orgogliosa. “
loro. Utilizzano una legge fortemente voluta dal centrosinistra e
dalla destra ostacolata in ogni modo.
I diritti infatti servono a tutte e tutti. E le battaglie ideologiche di
retroguardia vengono smentite dalla vita reale.
Lo dicevamo in Parlamento e nel paese in quei lunghi mesi di dibattito
per dare al nostro paese più diritti e più libertà. Ricordo interventi
di esponenti della destra che evocavano mostruosità e perversioni,
ricordo parlamentari di destra esprimersi con parole assurde e volgari,
usando il peggio della omofobia e del sessismo. Avevano torto marcio.
Governava il Centrosinistra, Presidente del Consiglio era Matteo Renzi e
la legge si chiama in gergo “Legge Cirinnà” perché Monica Cirinna’ del
Pd era la prima firma ed io ero con lei firmataria e sostenitrice di
quella legge in decine di riunioni della Commissione Giustizia. Ho
celebrato dopo l’approvazione della legge diverse unioni civili di
coppie innamorate e quella di Filippo Flocco e Carmine Pavone fu la
prima in Abruzzo. Ora due sindaci di destra si sposano grazie ad una
legge fatta dalla sinistra. E va bene così. Buona vita a loro e tanta
felicità.
Alessandro Basso, sindaco di Pordenone, Fratelli d’Italia. Loris Bazzo,
sindaco di Carlino, Lega. Il 27 giugno si diranno sì. È la prima unione
civile tra due sindaci nella storia d’Italia. Stanno insieme da cinque
anni.
E si sposano grazie a quella legge che nel 2016 la destra ha provato a
bloccare in ogni modo, tanto che dovemmo apporre il voto di fiducia per
farla passare. Basso oggi dice che “la destra ha superato la sinistra
sui diritti.” No. La destra usa un diritto che altri hanno conquistato
per lei. Sui diritti siamo fermi lì. Purtroppo nemmeno un passo avanti,
la destra ha bloccato la legge contro l’omofobia ed ora quella sul
consenso con un approccio ideologico reazionario ed illiberale. La
verità è che i diritti servono a tutte e tutti. E questa vicenda lo
dimostra.
I diritti non sono favori. Non sono proprietà di partito. Non chiedono
la tessera. Non controllano per chi voti.
Quella legge del 2016 oggi protegge anche chi l’ha combattuta ed
avversata con bieco oscurantismo . Sono passati 10 anni e possiamo dire
di aver fatto una cosa giusta. Ne sono felice e ed orgogliosa. “
On Stefania Pezzopane
Consigliera comunale ed attivista femminista
Già Parlamentare della Repubblica
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