12 Marzo 2026 - 19:44:39
di Tommaso Cotellessa
Sono stati 199 gli episodi di aggressione ai danni di operatori sanitari e sociosanitari registrati in Abruzzo nel corso del 2025, per un totale di 300 professionisti coinvolti. È quanto emerge dai dati regionali contenuti nella Relazione annuale dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie, pubblicata sul sito del Ministero della Salute.
Dal report emerge che le vittime sono in larga parte donne: oltre il 70% dei casi riguarda infatti operatrici, mentre gli uomini rappresentano circa il 30%. Per quanto riguarda l’età, la fascia più colpita è quella compresa tra i 40 e i 49 anni, che rappresenta oltre il 31% del totale degli operatori coinvolti negli episodi di violenza.
Le aggressioni avvengono prevalentemente nei giorni feriali, quando si concentra circa il 90% degli episodi. Per quanto riguarda la distribuzione nell’arco della giornata, oltre la metà si verifica nelle ore del mattino (circa il 51%), mentre il 31% si registra nel pomeriggio. I restanti casi avvengono durante le ore notturne.
Il contesto in cui si verificano più frequentemente le aggressioni è quello ospedaliero, che concentra il 67,5% degli episodi, contro il 32,5% registrato nei servizi territoriali. All’interno degli ospedali, le aree maggiormente interessate sono i reparti di degenza, dove si registra il 36,8% dei casi. Seguono i pronto soccorso, con il 29,3%, e i Servizi psichiatrici di diagnosi e cura, dove si concentra il 25,6% delle aggressioni.
I dati confermano un fenomeno che continua a rappresentare una criticità per il sistema sanitario, con episodi di violenza che colpiscono in particolare il personale impegnato nei reparti e nei servizi più esposti al contatto diretto con pazienti e familiari.
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