12 Marzo 2026 - 19:47:53
di Redazione
La Regione lo definisce un risultato importante, seppur amaro; i sindacati, la Fiom in particolare che si era rifiutata di firmare, una sconfitta con il rischio che il percorso intrapreso dall’azienda determini una potenziale forzatura delle norme.
Un precedente, insomma, che potrebbe aprire la strada alla smobilitazione industriale, facendo ricadere il peso sul territorio e sui lavoratori. Alla fine, però, anche la Cgil, pressata dagli stessi lavoratori, si è adeguata e, ieri mattina, ha firmato, suo malgrado, l’accordo con la Sodecia che prevede la chiusura dello stabilimento di Raiano a fine mese e l’attivazione della cassa integrazione fino alla fine del 2026. Almeno. Per i 39 dipendenti dello stabilimento di Raiano, per quelli che almeno non sceglieranno di trasferirsi a Chivasso, si apre dunque la via degli ammortizzatori sociali.
Ora «l’obiettivo – dice la vicepresidente del consiglio regionale Marianna Scoccia – è mettere in campo interventi di outplacement e ricollocamento che consentano ai lavoratori di restare nel proprio territorio». Più facile a dirsi che a farsi, ma la sfida è necessaria per fermare spopolamento e impoverimento.
Resta, oltre all’amarezza della Regione, la rabbia della Fiom, secondo la quale «l’azienda avrebbe avuto la possibilità di utilizzare ulteriori strumenti di ammortizzazione sociale” e di “aprire un confronto serio su strumenti di politica attiva e riqualificazione professionale. La scelta compiuta – dice il sindacato – è invece quella di avviare direttamente un percorso di chiusura del sito di Raiano, mentre parallelamente si registra il progressivo spostamento da parte di Sodecia di attività e attrezzature produttive verso altri suoi stabilimenti, anche fuori dal territorio nazionale». Chiusura inevitabile, replica l’assessora Magnacca, che almeno dà un po’ di ossigeno ai lavoratori. Attaccati alla canna del gas.
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