18 Marzo 2026 - 19:35:33
di Tommaso Cotellessa
Una partecipazione ampia e determinata quella arrivata dall’Abruzzo alla manifestazione nazionale svoltasi nella Capitale contro la riforma della giustizia promossa dal Governo. Una delegazione numerosa ha preso parte all’iniziativa, confermando – secondo gli organizzatori – una mobilitazione sempre più radicata sul territorio a difesa della Costituzione e dell’equilibrio tra i poteri dello Stato.
Tra le voci più critiche quella del segretario regionale del Partito Democratico, Daniele Marinelli, che ha ribadito le ragioni della protesta: «Una mobilitazione chiara e crescente, perché questa non è una riforma della giustizia e perché non interviene su nessuno dei problemi reali del sistema».
Nel dettaglio, Marinelli contesta l’assenza di interventi concreti su temi ritenuti centrali: «Non accelera i processi, non colma la carenza di personale, non stabilizza i 12mila precari, non affronta il sovraffollamento carcerario né l’emergenza dei suicidi». Da qui l’invito al Governo a concentrarsi «sulle vere priorità del Paese», dalla guerra agli effetti economici su famiglie e imprese, fino a temi come salari, sanità, scuola e lavoro.
Secondo il segretario dem, la riforma avrebbe una natura diversa da quella dichiarata: «Siamo di fronte a una riforma di potere, che indebolisce l’autonomia della magistratura e altera i pesi e contrappesi previsti dalla Costituzione». Un giudizio netto che spiega, a suo dire, le ragioni di una mobilitazione che in Abruzzo ha già visto «centinaia di iniziative» insieme ai comitati.
La manifestazione romana, prosegue Marinelli, «dimostra che c’è un’Italia che non accetta l’idea che chi governa possa sottrarsi ai controlli e alle regole». Una battaglia che, sottolinea, «non riguarda i magistrati, ma i diritti delle cittadine e dei cittadini, soprattutto dei più deboli».
L’iniziativa di Roma rappresenta, nelle intenzioni dei promotori, solo una tappa di un percorso più ampio: «Da qui parte una mobilitazione democratica che attraverserà tutto il Paese – conclude Marinelli – per fermare una riforma sbagliata e pericolosa e rilanciare una proposta seria che metta al centro efficienza, diritti e dignità del lavoro».
Un confronto destinato a proseguire nei prossimi giorni in vista dell’imminente appuntamento alle urne.
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