25 Marzo 2026 - 15:48:30
di Redazione
Migliorare percorsi e tempi d’intervento contro l’ictus, consolidare il lavoro multidisciplinare, valutare nuovi orizzonti di cure con l’intelligenza artificiale: corrono su questi binari le due giornate di formazione e confronto, nell’ambito del congresso in programma ad Avezzano il 31 marzo (apertura alle 14.30) e il 1° aprile prossimi (dalle ore 9), al Centro Congressi Noesis, in occasione della sesta edizione di ‘Treatment Team’.
Oltre 150 professionisti coinvolti per un focus su un obiettivo preciso: migliorare la cura dell’ictus lungo il percorso del paziente.
L’ictus resta una delle principali emergenze sanitarie ma è anche uno degli ambiti in cui i progressi degli ultimi decenni hanno avuto il maggiore impatto, dalla nascita delle Stroke Unit alle terapie di rivascolarizzazione, fino alle prospettive offerte dall’intelligenza artificiale. Oggi la sfida non è solo curare meglio, ma farlo più rapidamente, in modo integrato e garantendo continuità assistenziale anche dopo la fase acuta.
Il congresso riunisce alcuni tra i principali esperti italiani nel campo dell’ictus e tutte le Stroke Unit regionali, a conferma di un modello fondato sulla rete e sulla collaborazione. Parte attiva del programma sono i medici in formazione della Scuola di Specializzazione in Neurologia dell’Università dell’Aquila, coinvolti direttamente nelle attività scientifiche. Promosso dalla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, diretta da Paolo Costanzi, e dal Dipartimento Medico guidato da Alessandro Grimaldi, il congresso sarà coordinato, nella veste di responsabili scientifici, dai medici Berardino Orlandi, Federica De Santis ed Enrico Colangeli del reparto di Neurologia e Stroke Unit di Avezzano, diretto dalla prof.ssa Simona Sacco, presidente della European Stroke Organisation, elemento che conferisce all’iniziativa un respiro internazionale e un collegamento diretto con le più avanzate strategie europee nella cura dell’ictus.
Il programma affronta l’ictus in tutte le sue fasi, dalla gestione iperacuta, dove ogni minuto è determinante, fino alla riabilitazione e al recupero, integrando innovazione tecnologica, organizzazione delle reti e presa in carico globale del paziente.
«L’iniziativa riflette anche l’impegno delle Stroke Unit e della Asl non solo nella cura, ma anche nella formazione e nello sviluppo delle competenze – dichiara la professoressa Sacco – con particolare attenzione alle nuove generazioni di neurologi. Treatment Team 2026 si conferma così uno spazio di confronto concreto tra esperienza clinica, ricerca e formazione, orientato a migliorare la qualità delle cure e il futuro della gestione dell’ictus».
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