31 Marzo 2026 - 00:50:15
di Vanni Biordi
Il calcio ha insegnato a tutti che la celebrità vale più della competenza, ma il rugby continua a ignorare deliberatamente questa filosofia: L’Aquila, il 1° e 2 aprile 2026, sceglie la seconda via. La Polisportiva L’Aquila Rugby ha costruito un evento doppio, un convegno internazionale di coaching il 1° aprile e un camp tecnico per giovani atleti il 2 e 3, che ha la forma di un’iniziativa sportiva ma la sostanza di qualcosa di più raro: un trasferimento reale di sapere. Ospite è Russell Earnshaw, ex tecnico della Rugby Football Union, la federazione inglese, e formatore di club professionistici. Non un nome da cartellone. Un uomo da lavagna tattica. «Il talento grezzo è ovunque. La differenza la fa chi lo allena»
Il convegno del 1° aprile, nella Sala Giovanni Paolo II di Palazzo Spaventa, è rivolto a tecnici ed educatori sportivi. Il tema è il coaching trans-disciplinare: come si progetta un allenamento, come si personalizza un percorso formativo, come si sviluppa la competenza di chi allena prima ancora di quella di chi gioca. Il Coni Abruzzo e l’Ufficio Scolastico Regionale hanno concesso il patrocinio, segno che l’istituzione ha capito quello che spesso il sistema sportivo dimentica: formare gli allenatori è formare i bambini, con dieci anni di anticipo.
Il 2 e 3 aprile, negli impianti di Centi Colella, prende vita l’Polisportiva L’Aquila Rugby, in collaborazione con il Sedbergh School, college inglese fondato nel 1525 e da sempre legato alla cultura del rugby come disciplina educativa. I ragazzi Under 12, Under 14 e Under 16 si alleneranno con i tecnici del college. Non una selezione per i più bravi: un’immersione per tutti.
C’è un dettaglio che vale la pena fermarsi a leggere due volte: l’Easter Camp non arriva dopo il convegno per caso. È la stessa logica applicata su due livelli. Prima si aggiorna chi insegna, poi si allena chi impara. È una catena causale che la maggior parte degli eventi sportivi rompe già al primo anello, separando la formazione degli adulti dall’esperienza dei giovani come se fossero mondi paralleli. Qui, invece, sono lo stesso progetto.
L’Aquila, città che conosce bene il significato di ricostruire dall’interno, sceglie ancora una volta di non aspettare che il modello arrivi dall’esterno. Lo importa, lo studia e lo mette in pratica il giorno dopo. Non è retorica. È un calendario. Il vero vantaggio competitivo nello sport, come nella vita, non è chi ha il talento migliore oggi, è chi ha avuto l’allenatore migliore cinque anni fa
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