04 Aprile 2026 - 20:02:48

di Tommaso Cotellessa

Spunta anche il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi tra gli esponenti di Fratelli d’Italia ritratti al fianco della giornalista Claudia Conte, al centro del caso che sta scuotendo il governo guidato da Giorgia Meloni, relativo a una presunta relazione tra la giornalista e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

La vicenda, esplosa solo pochi giorni fa, ha rapidamente conquistato spazio all’interno del dibattito pubblico, provocando un forte scossone all’interno dell’esecutivo, già alle prese con una fase complessa segnata dalla recente sconfitta al referendum e dalle dimissioni di diversi esponenti di primo piano.

A far emergere il caso è stata un’intervista rilasciata dalla stessa Conte al sito Money.it, in cui la giornalista ha reso nota la sua liaison con il titolare del Viminale. A far discutere sono in particolare le numerose collaborazioni professionali ottenute dalla pubblicista, ritenute da alcuni riconducibili ad ambienti vicini alla maggioranza.

Nel frattempo, all’interno di Fratelli d’Italia, principale partito di governo, crescono tensioni e interrogativi. Secondo quanto emerge, la giornalista avrebbe costruito una rete di relazioni negli ambienti politici della maggioranza, comparendo accanto a esponenti di rilievo.

Tra questi figura anche il sindaco Biondi, ritratto in uno scatto insieme ad Arianna Meloni e alla stessa Conte. La diffusione dell’immagine aggiunge un ulteriore elemento a una vicenda che resta ancora avvolta da diversi punti interrogativi.

In questo contesto si inserisce la figura di Biondi, considerato uno dei fedelissimi del partito e indicato da molti come possibile protagonista del futuro politico di Fratelli d’Italia, anche in vista della conclusione del suo secondo mandato nel 2027.

A pubblicare la foto è stato il sito Dagospia, diretto da Roberto D’Agostino. Proprio Dagospia sottolinea come il caso resti ancora caratterizzato da elementi di incertezza, anche alla luce del silenzio mantenuto finora dal ministro Piantedosi.

Resta infine sullo sfondo l’ipotesi, rilanciata dallo stesso sito, della possibile presenza di un mediatore che avrebbe favorito la diffusione della notizia.