08 Aprile 2026 - 11:44:07

di Tommaso Cotellessa

Il Festival Internazionale di Mezza Estate, giunto alla 42ª edizione, si prepara a vivere nel 2026 un anno speciale, destinato a rafforzarne ulteriormente il profilo nazionale e internazionale.

Dal 31 luglio al 29 agosto, il Comune di Tagliacozzo sarà al centro di un programma che intreccia musica, danza, teatro e spiritualità, in un’edizione che si inserisce in un contesto particolarmente significativo. A rendere unico l’appuntamento sono infatti le celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, e il programma di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, che illumina l’intero territorio aquilano.

A dirigere il Festival è il maestro Jacopo Sipari che ha evidenziato la straordinarietà di questa edizione: «Abbiamo cercato di fare un festival che raccoglierà ogni tipo di arte Gli spettacoli sono oltre 30 e speriamo che resteranno veramente nel cuore di tutti perché abbiamo lavorato moltissimo per un festival che sia ricco di emozioni, che rispetti la tradizione e che si inserisca perfettamente all’interno delle celebrazioni di L’Aquila Capitale della Cultura».

Un intreccio tra cultura e fede che trova in Tagliacozzo un luogo simbolico: qui sorge uno dei più importanti complessi francescani d’Italia e sono custodite le spoglie del Tommaso da Celano, primo biografo del santo. Proprio a lui è dedicato uno degli eventi più attesi del cartellone: la prima assoluta della cantata “San Francesco d’Assisi”, commissionata al compositore Luca Fialdini e in programma il 5 agosto nel chiostro monumentale, cuore del festival. L’opera, costruita su testi francescani, racconterà gli ultimi momenti di vita del santo attraverso una partitura intensa e spirituale.

Il Festival conferma la propria identità di rassegna produttiva e multidisciplinare, capace di coniugare linguaggi diversi sotto il tema conduttore dell’edizione: un “umanesimo francescano” che attraversa musica, parola e corpo come strumenti di racconto dell’uomo contemporaneo. Un equilibrio ormai consolidato tra balletto, musica sinfonica e da camera, jazz e lirica, pensato per coinvolgere un pubblico ampio e trasversale.

Tra gli ospiti internazionali spicca il Balletto di Stato del Teatro dell’Opera di Varna, affiancato da importanti realtà orchestrali come l’Orchestra Sinfonica Abruzzese e l’Orchestra Suoni del Sud, insieme all’Orchestra Medit. Spazio anche alla musica contemporanea, con protagonisti come Roberto Molinelli e Valentina Scheldhofen Ciardelli.

Il cartellone guarda anche alla canzone d’autore e alla tradizione popolare, con artisti del calibro di Beppe Barra, Giovanni Caccamo e Cristiano De André. Attese anche le esibizioni di grandi nomi della musica italiana e internazionale come Simona Molinari, Tony Hadley, Ron, Rita Pavone e Francesco Gabbani.

Non mancherà il teatro, con la presenza di Enrico Brignano, Aldo Cazzullo e Davide Rondoni, mentre sul fronte della musica colta saranno protagonisti solisti e direttori di fama internazionale come Laura Marzadori e Donata d’Annunzio Lombardi.

A sottolineare la rilevanza degli appuntamenti è stato anche il sindaco Vincenzo Giovagnorio, ponendo particolare attenzione sul concerto iniziale con «il poeta Rondoni che è stato l’ispiratore di questo percorso culturale 2026 dell’anno dedicato agli 800 anni della morte di San Francesco e poi lo spettacolo finale con Aldo Cazzullo che a pochi metri dalla tomba del primo biografo ci parlerà appunto del patrono d’Italia di San Francesco d’Assisi».

Un’edizione, dunque, che si annuncia tra le più ricche e significative degli ultimi anni, capace di unire grande qualità artistica e profondità spirituale, rilanciando il ruolo del Festival come punto di riferimento culturale per l’intero Centro Italia.