13 Aprile 2026 - 16:46:07

di Redazione

Il documentario “142 secondi – Il battito della terra” del giornalista ascolano Simone Alessandrini, diretto da Alessandro Beltrame, è stato selezionato ufficialmente alla 74ª edizione del Trento Film Festival, tra le più prestigiose rassegne internazionali dedicate alla montagna, all’esplorazione e all’ambiente, in programma a Trento dal 24 aprile al 3 maggio.

Dieci anni dopo il terremoto del Centro Italia, le montagne marchigiane parlano nel silenzio di chi è rimasto.

«La selezione al Trento Film Festival rappresenta un riconoscimento importante per un’opera che porta con sé uno sguardo profondamente marchigiano, capace di unire sensibilità autoriale, rigore giornalistico e attenzione civile – dichiara Andrea Agostini, presidente di Fondazione Marche Cultura Marche Film Commission -. A dieci anni dal sisma, il documentario di Simone Alessandrini restituisce voce e dignità ai territori colpiti dal terremoto, contribuendo a rinnovare il racconto di una ferita ancora aperta ma anche di una comunità che non ha smesso di vivere, resistere e immaginare il domani. Un risultato che conferma la qualità dei talenti marchigiani e la capacità di misurarsi con temi complessi attraverso uno sguardo maturo, consapevole e civile. È anche la dimostrazione di quanto il nostro territorio sappia esprimere professionalità in grado di trasformare la memoria in racconto, e il racconto in una testimonianza preziosa per il presente e per il futuro».

Lungo un percorso che attraversa l’area di Arquata del Tronto, dai borghi fino al Monte Vettore e al rifugio Tito Zilioli, il film costruisce una narrazione intensa e profondamente umana. Il racconto si intreccia con le testimonianze di chi è rimasto, uomini e donne che hanno scelto di continuare a vivere in questi luoghi, e con materiali di archivio realizzati da fotografi e videomaker nei mesi successivi alle scosse.

Ne emerge un mosaico di memoria visiva che dialoga con il presente, superando la sola dimensione dell’emergenza per restituire la complessità e la vitalità di un territorio che, pur segnato dal sisma, conserva identità, forza e prospettiva.

«Le montagne non crollano solo quando tremano: a volte scompaiono quando smettiamo di raccontarle». È da questa consapevolezza che nasce il progetto, spiega Simone Alessandrini: «Ho voluto raccontare la vita di tutti i giorni lontano dai riflettori, di quella parte di Appennino colpito dal sisma del 2016, dove i rifugi sono ancora in gran parte in ricostruzione e il racconto non può che passare dal quotidiano atto di coraggio di chi qui ha ricostruito, pezzo dopo pezzo, la propria vita. Questo documentario è un atto di restituzione: una luce accesa a dieci anni dal sisma che ha colpito le nostre zone, per raccontare nel profondo un territorio in cui il termine resilienza non è uno slogan, ma una scelta, in cui le persone parlano con le montagne, come parte di un unico ecosistema».

Accanto alla proiezione del documentario, al Trento Film Festival verrà inoltre inaugurata una mostra patrocinata dalla Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission, che resterà aperta per tutta la durata della manifestazione. L’esposizione presenterà fotografie tratte dal film e dal backstage, offrendo al pubblico uno sguardo ulteriore e complementare sul progetto e sul tema affrontato, in un dialogo continuo tra immagine, memoria e racconto del territorio.

Il documentario è realizzato anche grazie al supporto di brand leader del settore outdoor come AKU, Montura e Ferrino, con la collaborazione del BIM Tronto presieduto da Luigi Contisciani, coinvolto nel racconto e da sempre impegnato nella valorizzazione delle iniziative culturali legate al non abbandono dei sentieri dell’Appennino colpiti dal sisma, tra cui il Festival dell’Appennino.

Maggiori info: www.rifugiditalia.it/142secondi-ilbattitodellaterra.