15 Aprile 2026 - 07:56:32
di Marco Giancarli
Sono state necessarie due Commissioni per riportare il dibattito sulle assunzioni del Comune dell’Aquila dal piano degli annunci a quello della realtà. Al di là dei toni enfatici utilizzati nella comunicazione istituzionale, che parlava di una “svolta concreta” e di un significativo rafforzamento dell’Ente, i numeri emersi nelle Commissioni raccontano una verità molto diversa.
Ad entrare sulla spinosa questione è il Passo Possibile in una nota inviata dai consiglieri comunali Emanuela Iorio, Elia Serpetti e Massimo Scimia.
«Nel 2026 – attaccano i consiglieri -, a detta dell’Amministrazione, le posizioni messe a concorso pubblico non supereranno le 10 unità, tra contratti a tempo determinato e indeterminato. Le restanti posizioni, al netto degli incarichi fiduciari (alcuni profili dirigenziali e ben 18 addetti agli uffici di supporto agli organi di direzione politica), saranno coperte tramite mobilità, comandi, progressioni interne e utilizzo di graduatorie di altri Enti».
«Pertanto – proseguono -, per il biennio successivo, risulta superfluo predisporre un piano attuativo dei concorsi. Ciò lascia presagire la volontà di non programmare procedure concorsuali proprie, affidandosi, così come da prassi ormai consolidata, a selezioni altrui. Sommare strumenti diversi e presentarli come un unico grande piano di assunzioni significa, di fatto, generare un messaggio ambiguo e quando si parla di lavoro pubblico, l’ambiguità non è mai neutra: rischia di generare false aspettative in tanti cittadini, soprattutto giovani, che immaginano numerosi concorsi aperti che, in realtà, per il 2026-27-28, potrebbero non superare le 10 posizioni utili».
Una bocciatura su tutta la linea quella del Passo Possibile che attacca: «Il tema non è solo tecnico, ma anche profondamente politico; l’Amministrazione rivendica la scelta di utilizzare graduatorie di altri enti sottolineandone la rapidità e il minor costo anche se, paradossalmente, alcune amministrazioni locali hanno avuto, quali membri di commissione, forze attive dell’amministrazione comunale dell’Aquila, che quindi ben si poteva adoperare per procedure concorsuali interne al Comune stesso. Non è dato sapere quale sia la motivazione».
«Così facendo si finisce per comprimere ulteriormente lo spazio dei concorsi pubblici che, come indicato chiaramente dalla normativa, rappresentano la modalità ordinaria di accesso alla pubblica amministrazione ed è proprio la programmazione triennale del fabbisogno che dovrebbe servire a organizzare procedure proprie, trasparenti e aperte, non ad aggirarle sistematicamente».
«Il punto politico è semplice: si vuole davvero investire su opportunità pubbliche accessibili a tutti oppure si preferisce continuare a percorrere scorciatoie amministrative seppur legittime? In questo contesto, potrebbe rientrare la scelta operata dall’Amministrazione di prevedere nel nuovo organigramma del Comune una figura dirigenziale dedicata alla comunicazione; una scelta che solleva una domanda inevitabilmente ironica: mira a migliorare la trasparenza o a confezionare meglio gli annunci? Tra informare e fare propaganda – concludono i consiglieri d’opposizione del Passo Possibile – c’è una differenza sostanziale e chi amministra dovrebbe averla ben chiara. Alla fine, al di là delle parole, restano i numeri: dieci posizioni aperte a procedure concorsuali».
Gli altri gruppi di opposizione: «Poche assunzioni e troppi fondi alla comunicazione»
Sulla vicenda si è espresso, in conferenza stampa, anche il resto dei gruppi di opposizione.
«Saranno a malapena una decina nell’anno in corso le assunzioni a fronte delle 79 annunciate – ha detto a margine della conferenza la consigliera comunale Stefania Pezzopane -. Abbiamo svolto, su mia sollecitazione, due riunioni di I commissione e abbiamo notato una discrepanza tra le affermazioni di Frullo, consigliere che aveva annunciato le 79 assunzioni e l’assessore, anche in merito alle procedure che verranno utilizzate per assumere. Il consigliere sostiene che si faranno i concorsi, l’assessore invece dice che si cercherà prevalentemente di attingere da graduatorie esistenti, qui il primo punto critico: il Comune rinuncia a fare concorsi e attinge a graduatorie di comuni anche molto piccoli con scorrimenti che mettono in discussione la potenzialità delle energie assunte. Per noi una cosa è che arrivi vincitore di un concorso specifico dell’amministrazione, una cosa è che se sei 17esimo, 18esimo o 20esimo di una graduatoria di un piccolo comune».
C’è poi il tema della macrostruttura e delle spese per la comunicazione, ritenute eccessive a fronte di mancanze in altri settori.
«Da anni il Sociale non ha un dirigente e sono fermi i soldi perché non ci sono le risorse umane per fare le determine, ma decide di fare un mega staff della comunicazione con un dirigente a chiamata, mentre noi riteniamo che gli investimenti debbano essere fatti in settori chiave: comunicare è importante ma devi prima fare – affonda Pezzopane -. Se non fai le opere pubbliche, se non ricostruisci le scuole, cosa comunichi poi? Questa sperequazione tra l’intento ipercomunicativo e la sottovalutazione ci pone di fronte ad un problema poilitico e gestionale su cui continueremo a lavorare».
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