15 Aprile 2026 - 11:22:02

di Marianna Galeota

Chiarezza sulla graduatoria del concorso Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila per l’assunzione a tempo indeterminato di 53 assistenti amministrativi.

A chiederla è il gruppo degli idonei, rappresentato dall’avvocato Giuseppe De Matteis, anche lui risultato idoneo, che sollecita risposte sul futuro della procedura, sugli eventuali scorrimenti e sulla proroga dei contratti interinali.
 

Nella nota, il gruppo sostiene che l’attenzione della politica locale si sia concentrata soprattutto sulla vicenda dei precari, mentre sarebbe rimasta in secondo piano la posizione di chi ha partecipato al concorso pubblico risultando idoneo. Gli idonei precisano di non voler alimentare contrapposizioni tra lavoratori, ma chiedono che siano tutelate anche le loro aspettative.

Nel documento vengono richiamati l’articolo 97 della Costituzione e il decreto legislativo 165 del 2001, con riferimento al principio del concorso pubblico come modalità ordinaria di accesso alla Pubblica amministrazione. Il gruppo chiede in particolare se altri enti possano attingere alla graduatoria, se la Asl abbia già avviato ulteriori chiamate oltre ai 53 vincitori e se i contratti con le agenzie interinali siano stati prorogati.
 

Nella graduatoria risultano circa 700 idonei in attesa di conoscere il proprio futuro occupazionale. Il gruppo annuncia inoltre di essersi organizzato per tutelare i propri diritti.

La nota dell’avvocato De Matteis

Tanto si sta parlando in questi giorni del destino dei precari, attualmente assunti con cooperative presso l’azienda Asl, che nessuno si sta minimamente preoccupando di tutte quelle persone che hanno speso tempo, soldi ed energie, per prepararsi al meglio in vista della prova concorsuale. La politica locale si sta impegnando in maniera assidua, a tutela dei diritti dei precari, dimenticandosi di chi quei diritti li ha maturati sul campo. Il gruppo degli “Idonei” è un gruppo nato spontaneamente e raccoglie una parte di coloro che sono rientrati nella graduatoria stilata alla fine del concorso in questione. Voglio subito precisare che non si vuol muovere guerra contro nessuno ma far capire che anche i nostri diritti vanno tutelati. Siamo consci del fatto che il problema dei “precari” sia una questione delicata ma non può questo creare un danno a chi, risultato idoneo, adesso rischia di non essere assunto perché la macchina amministrativa e politica potrebbe decidere di servirsi degli amministrativi delle cooperative prorogando loro i contratti. Se l’Azienda sanitaria locale ha deciso di indire un concorso per assumere ulteriore forza lavoro, è anche perché, secondo noi, i dipendenti assunti tramite agenzie interinali hanno un costo maggiore rispetto ad un idoneo. Appurata la tragica situazione economica nella quale si trova l’ASL e, come più volte ribadito dai rappresentanti politici regionali, il rischio di commissariamento che l’azienda corre, ci chiediamo come si possa perpetrare questa soluzione più dispendiosa e lesiva dell’interesse legittimo di chi è risultato idoneo.   In relazione alla questione dei “precari ASL” si ritiene necessario ribadire alcuni principi fondamentali di equità, legalità e buon andamento dell’azione amministrativa. Non è condivisibile né giustificabile alimentare una contrapposizione tra lavoratori. La tutela dei diritti non può e non deve tradursi in una “lotta tra poveri”, nella quale categorie diverse vengono poste artificiosamente in conflitto tra loro. Tuttavia, allo stesso modo, non è possibile ignorare le legittime aspettative di coloro che hanno partecipato a un concorso pubblico regolarmente bandito e svolto, risultando idonei secondo criteri di merito e trasparenza. L’art. 97 della Costituzione stabilisce che l’accesso alla Pubblica Amministrazione avviene mediante concorso pubblico, quale strumento volto a garantire imparzialità e buon andamento. Tale principio è ulteriormente rafforzato dal D.Lgs. n. 165/2001, che disciplina l’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, ribadendo la centralità delle procedure selettive pubbliche. È comprensibile e meritevole di attenzione la posizione dei lavoratori precari che aspirano a una stabilizzazione; tuttavia, tali misure non possono tradursi in una compressione o elusione dei diritti degli idonei di un concorso pubblico, pena la violazione dei principi costituzionali sopra richiamati. Ignorare la graduatoria di un concorso validamente espletato significherebbe non solo disattendere il principio meritocratico, ma anche esporre l’Amministrazione a possibili contenziosi, con conseguenze negative sotto il profilo economico e organizzativo. Pertanto, si auspica un approccio equilibrato che tenga conto di tutte le posizioni coinvolte, nel rispetto delle norme vigenti e dei principi costituzionali, evitando contrapposizioni dannose e promuovendo soluzioni che garantiscano legalità, trasparenza e giustizia. La tutela del lavoro non può prescindere dal rispetto delle regole. Solo attraverso il rispetto delle regole e dei diritti di tutti, infatti, sarà possibile assicurare un’amministrazione efficiente e realmente al servizio dei cittadini. Tutto ciò premesso siamo a chiedere agli organi competenti delucidazioni sulla situazione attuale e come intendono agire, soprattutto per quanto riguarda la graduatoria. Sarebbe lecito sapere se altri enti già possono attingere dalla stessa e se l’azienda Asl ha già iniziato a chiamare altri idonei, oltre i 53 vincitori del concorso. Allo stesso modo vorremmo sapere in maniera precisa se i contratti con le agenzie interinali sono stati prorogati dato che quasi 700 idonei, come da graduatoria, attendono con ansia di sapere del proprio futuro. Se 150 famiglie sono a rischio è tanto vero che altrettante famiglie aspettano di essere assunti in ragione del loro interesse legittimo maturato. Comunque che si sappia che anche gli idonei ci sono e non sono cittadini di serie B ma che anzi si stanno organizzando in difesa dei propri diritti.