15 Aprile 2026 - 11:45:40

di Marianna Galeota

«La risoluzione n. 1/DF del 1° aprile 2026 del Ministero dell’Economia e delle Finanze mette finalmente nero su bianco un principio fondamentale: nulla cambia per l’esenzione IMU sui terreni agricoli situati nelle aree montane e collinari».

Lo dichiara il consigliere regionale della Lega, Carla Mannetti.

«Il Dipartimento delle Finanze – spiega Mannetti – ha chiarito in modo inequivocabile che l’esenzione continua ad applicarsi sulla base dei criteri già stabiliti dalla storica circolare n. 9 del 1993, come richiamato anche dalla normativa vigente (legge n. 160 del 2019). Questo significa che restano pienamente validi gli attuali elenchi dei comuni montani ai fini IMU. La questione era stata già affrontata anche in una delle ultime riunioni del Comitato per la legislazione, durante la discussione sulla nuova legge sulla montagna”. “Si tratta di un passaggio tutt’altro che scontato – prosegue – perché negli ultimi mesi erano sorti dubbi in merito all’eventuale applicazione dei nuovi criteri di classificazione previsti dalla legge n. 131 del 2025 e dallo schema di regolamento collegato».

«Ebbene – sottolinea Mannetti – la risoluzione del MEF chiarisce due aspetti decisivi: da un lato, lo schema di regolamento non ha ancora completato il proprio iter di approvazione e quindi non è efficace; dall’altro, anche una volta adottato, non potrà comunque incidere sull’esenzione IMU, perché la stessa legge 131/2025 esclude espressamente l’applicazione di tali criteri a fini fiscali”. “La risoluzione – evidenzia ancora Mannetti – conferma inoltre la chiara volontà del Governo e del Ministro Roberto Calderoli che, proprio con la legge sulla montagna, hanno voluto escludere esplicitamente qualsiasi impatto delle nuove classificazioni ai fini fiscali, tutelando così i territori e il comparto agricolo”. “In altre parole non esiste alcun rischio che il nuovo elenco dei comuni montani possa sostituire quello storico utilizzato per l’esenzione IMU. Una precisazione fondamentale che evita incertezze interpretative e possibili aggravi fiscali per gli agricoltori. Parliamo di una misura di grande rilevanza perché garantisce continuità normativa e tutela concreta per le aree interne e montane, che rappresentano un presidio essenziale per l’ambiente, l’economia locale e la coesione sociale. La Lega continuerà a vigilare affinché non vengano introdotte modifiche penalizzanti per questi territori»