20 Aprile 2026 - 09:39:26

di Martina Colabianchi

«La bocciatura, da parte del Governo nazionale, della norma finalizzata a prorogare la moratoria per l’insediamento della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) al 31 dicembre 2030, crea forte preoccupazione all’interno della categoria e tra gli esercenti del settore. Una decisione che priva il nostro territorio di uno scudo normativo fondamentale».

A dirlo è il presidente di Confcommercio Abruzzo, Giammarco Giovannelli, che lancia un appello al presidente della Regione, Marco Marsilio, all’assessore alle attività produttive, Tiziana Magnacca, e a tutta la Giunta regionale.

Il caso era già stato sollevato da alcuni esponenti regionali del Partito democratico dopo che, nel corso di una seduta di prima commissione, gli uffici regionali avevano comunicato che non ci sarà alcun Piano regionale del commercio entro il termine del 2026.

«Riteniamo che non sia più tempo per recriminazioni, bensì per azioni amministrative concrete, urgenti e non più differibili», dichiara ora anche Giovannelli. «L’invito che rivolgiamo alla Regione è ad adottare il Piano regionale di programmazione della rete distributiva del commercio. In assenza di una moratoria nazionale, infatti, l’unico strumento in grado di governare il territorio e tutelare il tessuto economico locale è l’approvazione definitiva del nuovo Piano del Commercio da parte della Giunta Regionale. Riteniamo che tale strumento venga deliberato e adottato entro il 31 dicembre 2026».

Secondo Confcommercio Abruzzo, il nuovo Piano non può prescindere «da una fotografia realistica e spietata dell’attuale scenario di mercato ovvero la saturazione della GDO e l’impatto dell’e-commerce. La nostra regione presenta già una densità di grandi superfici di vendita tra le più alte d’Italia, un equilibrio ormai precario che non consente ulteriori espansioni senza decretare la morte definitiva dei centri storici», sottolinea Giovannelli, «inoltre, l’esplosione incontrollata del commercio elettronico ha radicalmente mutato le abitudini d’acquisto, erodendo quote di mercato vitali per il commercio di vicinato e rendendo anacronistica e dannosa la concessione di nuovi spazi per grandi strutture fisiche. Non possiamo avallare un disastro commerciale e sociale per l’Abruzzo: la mancata pianificazione entro la fine dell’anno esporrebbe la regione a una deregolamentazione selvaggia, con conseguenze irreversibili sull’occupazione e sulla vivibilità dei nostri comuni».

Il presidente di Confcommercio Abruzzo conclude invitando la Regione «a considerate l’approvazione del Piano del Commercio una priorità assoluta dell’agenda politica regionale dei prossimi mesi».