21 Aprile 2026 - 10:32:57

di Marianna Galeota

60 opere d’arte diffuse sul territorio e nei comuni del Cratere, realizzate per restare, racconteranno il paesaggio aquilano negli anni a venire: l’idea è al centro del progetto di sviluppo culturale e partecipato “l’Aquila città territorio”, presentato questa mattina a palazzo Margherita nel corso di un workshop.

“L’Aquila città territorio” è complementare al percorso di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026e si integra attraverso una serie di azioni volte alla costruzione di percorsi partecipativi estesi all’intero territorio.

L’iniziativa segna l’avvio di un percorso articolato, finalizzato a mettere in rete i Comuni e a definire linee di intervento condivise per la valorizzazione culturale dei territori, anche attraverso la promozione di progettualità diffuse e integrate.

Alla presentazione del progetto, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, il titolare dell’Usrc, Raffaello Fico, e il manager culturale Agostino Riitano.

L’introduzione ai lavori del workshop di co-design territoriale “MAPS – Memorie, Arti, Paesaggi, Segni” è stata affidata all’architetto Amleto Picerno Ceraso della società Meedarch.

«Un progetto di arte diffusa che il Comune dell’Aquila ha affidato all’Usrc per realizzarlo nei comuni del Cratere e in 5 fuori Cratere – ha detto Fico – L’importanza è data dalla progettualità in termini di rigenerazione a base culturale che l’Ufficio e i Comuni si erano predisposti ad accogliere già da anni, perché da tempo abbiamo, infatti, un consulente manager culturale che ha diretto varie Capitali della cultura. Ci siamo fatti trovare pertanto pronti quando il Comune dell’Aquila ha voluto gestire con noi questo importante progetto che vedrà la sua realizzazione nei prossimi mesi. E’ una cosa, quindi, che oggi iniziamo a raccontare, ma che nei prossimi mesi dovremo rapidamente realizzare anche con il protagonismo dei Comuni e delle loro comunità».

«Questa è una politica pubblica particolarmente innovativa perché vede il coinvolgimento dei Comuni che si mettono a disposizione per poter individuare una lettura inedita del proprio paesaggio, e su questa lettura inedita del paesaggio, interverranno gli artisti che leggeranno insieme ai Comuni queste peculiarità dei territori per creare poi delle installazioni e delle opere d’arte che rimarranno sul territorio – ha commentato Riitano – E’ quindi un’azione che fin da subito si pone il tema di che cosa lascerà questa azione sul territorio: in questo caso è tutto chiaro dall’inizio, perché lasceremo 60 opere accomunate da un elemento che è proprio la lettura, attraverso l’arte, del paesaggio».