05 Maggio 2026 - 12:39:27

di Martina Colabianchi

Con la deposizione della corona di alloro al monumento ai caduti alla villa comunale all’Aquila, ha avuto inizio la cerimonia solenne per il 165° anniversario della costituzione dell’Esercito italiano che ha avuto il suo culmine in Piazza Duomo, trasformata in un palcoscenico di solennità e modernità.

La cerimonia conclusiva si è svolta alla presenza del ministro della Difesa Guido Crosetto. Tra le presenze istituzionali, anche il sottosegretario al Ministero della Difesa Isabella Rauti e il senatore Maurizio Gasparri.

Il ministro Crosetto, nel suo intervento, ha fatto riferimento agli scenari internazionali attuali dichiarando che, in «un mondo che è impazzito», «il nostro dovere è garantire che questa nazione, qualunque cosa possa succedere e che non succederà mai, sia in grado di difendersi perché ci sono persone che si preparano ad ogni scenario possibile».

«Io non considero la sicurezza e la difesa un costo inutile, lo considero il pre-requisito per l’esistenza di una nazione», ha detto ancora. Ringraziando più volte il lavoro delle forze armate, il ministro ha parlato dell’impegno quotidiano dei militari in ogni angolo del mondo. «Prima parlavamo con il capo di Stato Maggiore della Marina e della Difesa delle navi che dovranno andare ad Hormuz – ha aggiunto -. Ci saranno delle persone che oggi pensavano di stare a casa che saranno imbarcate e andranno a migliaia di chilometri di distanza e le loro famiglie lo sapranno magari domani mattina. E vanno lì non per difendere se stessi o per fare una manifestazione di potenza, ma per cercare di far sì che quando andiamo alla pompa di benzina il carburante non arrivi a tre euro o per far sì che nelle nostre case non arrivi una crisi economica di cui non abbiamo bisogno».

La cerimonia nel cuore della città ha suggellato cinque giorni di eventi che hanno visto la partecipazione di migliaia di cittadini, tra aree espositive interattive e dimostrazioni operative. La scelta del capoluogo abruzzese, del resto, non è stata casuale, ma ha voluto sottolineare il legame profondo tra l’Esercito e il territorio aquilano che ha visto i militari in prima linea durante l’emergenza sismica.

L’evento si è aperto con lo schieramento dei reparti in armi, rappresentativi di tutte le specialità che compongono il mosaico dell’Esercito.

Due dei momenti più suggestivi sono stati il conferimento delle onorificenze e sorvolo degli elicotteri dell’Aviazione dell’Esercito che ha segnato il ritmo di una mattinata scandita dalla musica della Banda dell’Esercito, che ha accompagnato l’ingresso delle Bandiere di Guerra.

Sono state le parole del generale Carmine Masiello, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, ad aprire la cerimonia, con uno sguardo alla città dell’Aquila. «Qui la cultura si è trasformata in una forza concreta, capace di custodire la memoria e di rappresentare la base dell’identità collettiva – le parole del generale -. Da una parte la tradizione, che preserva e tramanda il passato; dall’altra l’innovazione, che interpreta il presente e dà forma al futuro».

A prendere la parola è stato, poi, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Antonio Portolano, che ha rivolto un pensiero particolare al IX Reggimento degli Alpini. «Oggi, mentre celebriamo il 165° anniversario della costituzione della nostra Forza Armata di terra, dobbiamo essere consapevoli che il soldato rimane l’elemento centrale, il cardine attorno al quale ruota ogni nostra capacità operativa – ha detto poi -. Nonostante l’inarrestabile evoluzione tecnologica e l’introduzione di sistemi d’arma sempre più sofisticati, è l’uomo, con i suoi valori, la sua etica e la sua capacità di discernimento, a fare la differenza sul campo. L’Esercito Italiano è un’istituzione che ha saputo rinnovarsi profondamente, diventando una risorsa poliedrica e insostituibile, pronta a operare in contesti complessi e multidimensionali per la difesa degli interessi nazionali e per la salvaguardia della pace internazionale».

Alle 16, la chiusura del villaggio Esercito, aperto il 1 maggio lungo corso Vittorio Emanuele e a San Bernardino.

Il segretario nazionale del Sindacato Unico dei Militari, Pasquale Chiacchio, nel commentare l’ottima riuscita della cerimonia, che ha portato decine di migliaia di persone a visitare L’Aquila, afferma: «Questa è la conferma che l’Esercito Italiano, può davvero fare qualunque cosa! I nostri soldati, donne e uomini in uniforme che, giornalmente, si sacrificano per la Patria in nome dei più alti Valori, sfilando e marciando per le vie de L’Aquila hanno chiamato a raccolta tutta la popolazione abruzzese e, idealmente, l’intero Stivale. Le polemiche (di pochi) dei giorni scorsi, soprattutto in vista dell’Adunata Nazionale degli Alpini in programma a Genova, dunque, appaiono oggi quantomai lontane dalla splendida realtà che abbiamo avuto modo di ammirare. Già dal 1° maggio, infatti, il Villaggio Esercito ha ospitato bambini e cittadini che, così, hanno avuto modo di prendere contatto con una delle più belle realtà della nostra Patria: l’Esercito Italiano».