13 Maggio 2026 - 11:04:27
di Marianna Galeota
Tutela della biodiversità, prevenzione dei danni e valorizzazione degli agricoltori e allevatori come “custodi del territorio” sono i punti centrali del protocollo d’intesa che sarà firmato dal Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e da Confagricoltura L’Aquila.
L’accordo per rafforzare la collaborazione sui temi della tutela della biodiversità, della gestione sostenibile dei pascoli, della prevenzione dei danni da fauna selvatica e della valorizzazione delle produzioni agricole e zootecniche di qualità sarà sottoscritto il 14 maggio prossimo nella sede del Parco a Pescasseroli dal Presidente del Parco, Giovanni Cannata, e dal Presidente di Confagricoltura L’Aquila, Fabrizio Lobene, nasce dalla comune consapevolezza che la conservazione delle specie e degli habitat, in particolare dell’orso bruno marsicano, e il futuro delle attività agricole e di allevamento debbano procedere insieme, attraverso confronto costante, strumenti condivisi e soluzioni concrete.
Il protocollo valorizza inoltre il modello di coesistenza costruito nel Parco nel corso dei decenni: un’esperienza fondata sul dialogo con le comunità locali, sul sostegno alle attività tradizionali, sulla prevenzione dei conflitti e sulla tutela di specie e habitat di straordinario valore. Un percorso che ha
permesso di coniugare conservazione della natura, presenza della fauna selvatica e continuità delle attività agro-zootecniche, diventando un riferimento importante per altri territori chiamati ad affrontare sfide analoghe.
Il protocollo riconosce il ruolo fondamentale delle aziende agricole e zootecniche, soprattutto di quelle impegnate in pratiche estensive, tradizionali e a basso impatto ambientale, nella manutenzione del paesaggio, nella conservazione della biodiversità e nello sviluppo sostenibile delle comunità locali.
Agricoltori e allevatori vengono così valorizzati come veri “custodi del territorio”, protagonisti di un equilibrio possibile tra attività economiche, presidio delle aree interne e tutela della fauna selvatica. Tra gli impegni previsti figurano il supporto tecnico per le misure di prevenzione, come recinzioni elettrificate, reti e cani da guardiania, la sperimentazione di nuovi sistemi per ridurre i conflitti con la fauna, il miglioramento delle procedure per l’accertamento e il pagamento degli indennizzi, il monitoraggio dello
stato dei pascoli e la promozione delle produzioni agricole nel circuito di comunicazione del Parco.
L’attuazione dell’intesa sarà affidata a un Gruppo di lavoro composto da rappresentanti tecnici del Parco e di Confagricoltura L’Aquila, che definirà un programma operativo, monitorerà gli obiettivi e riferirà
annualmente alle amministrazioni coinvolte. Il protocollo avrà durata triennale e resterà aperto all’adesione di Comuni, enti e altre associazioni di categoria interessate, con l’ambizione di diventare un modello condiviso ed esportabile anche in altri territori.
«Questo protocollo segna una svolta cruciale – dichiara il Presidente di Confagricoltura L’Aquila, Fabrizio
Lobene – perché ci permette di superare quei cortocircuiti comunicativi che in passato hanno alimentato tensioni inutili, a scapito di tutti. Voglio ringraziare sinceramente il presidente Giovanni Cannata e il direttore Luciano Sammarone per aver creduto in questo percorso di dialogo: insieme abbiamo dimostrato che la tutela della biodiversità non è un ostacolo, ma un traguardo da raggiungere armonizzando il rispetto per la fauna e l’ambiente con la dignità economica e le esigenze vitali delle nostre aziende. Quando le istituzioni si dichiarano disponibili al dialogo e all’ascolto reciproco è la vittoria di un intero territorio».
«Questo accordo – dichiara il Presidente del Parco, Giovanni Cannata – rappresenta un passo importante
per costruire un rapporto sempre più stabile e concreto con il mondo agricolo e zootecnico. La tutela della biodiversità non può prescindere dal coinvolgimento di chi vive e lavora quotidianamente nel territorio».
L’intesa conferma la volontà delle parti di costruire un percorso strutturato, fondato su responsabilità
condivise, prevenzione e partecipazione: un’alleanza concreta per il futuro delle comunità locali, di un
territorio e del Parco, che trova nella biodiversità, nell’agricoltura e nell’allevamento sostenibile una parte
essenziale della propria identità, rilanciando quel modello di coesistenza messo in discussione dalla strage
dei lupi delle scorse settimane.
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