13 Maggio 2026 - 18:45:15

di Martina Colabianchi

«Il rischio più che annunciato di far perdere all’Abruzzo i fondi Pinqua è una vicenda gravissima, che racconta meglio di qualunque slogan l’assenza di visione, la sciatteria amministrativa e l’incapacità di programmare della destra abruzzese al governo della Regione».

È l’incipit della dura nota di Daniele Marinelli, segretario regionale del Pd, sui 45 milioni di euro destinati alla riqualificazione urbana, all’edilizia sociale, alle piste ciclabili, agli spazi pubblici e alla qualità dell’abitare «che oggi rischiano concretamente di andare perduti per colpa di ritardi, errori procedurali e gestione approssimativa».

Di fatto, i fondi assegnati nel 2021 e disponibili dal 2022 sono ancora fermi mentre, incalza Marinelli, «nel resto d’Italia i progetti Pinqua stanno prendendo forma e producendo opere e servizi per i cittadini. In Abruzzo, invece, siamo ancora impantanati tra conferenze dei servizi, gare revocate, link sbagliati, procedure rifatte e cantieri mai partiti. La verità è che questa giunta regionale è in ritardo su tutto e non ha uno straccio di visione; in questo modo anche l’approdo di risorse che rappresenterebbero una importantissima opportunità è gestito nel caos amministrativo, mettendo a rischio il rispetto delle scadenze del PNRR, che erano note a tutti sin dall’inizio. Il coinvolgimento tardivo e confuso delle amministrazioni comunali, poi, ha aggravato ulteriormente una situazione già compromessa».

«Le parole pronunciate in Consiglio regionale dal sottosegretario D’Amario, “la vedo dura”, fanno veramente cadere le braccia. È l’ennesimo primato disastroso di una destra che continua a far perdere occasioni e opportunità all’Abruzzo. E oggi la realtà è che 61 Comuni abruzzesi rischiano di vedere sfumare opere fondamentali per i territori e per la qualità della vita delle comunità. La cosa più grave è che le abruzzesi e gli abruzzesi potrebbero pagare due volte il prezzo di questa incapacità: prima perdendo opere attese da anni, poi rischiando di dover restituire allo Stato anche le risorse già spese per progettazioni e incarichi. Siamo concretamente vicini alle amministrazioni comunali vittime di questa sciatteria – conclude il segretario dem – e chiediamo immediatamente una strategia di uscita da questo pasticcio, non è pensabile che a pagare l’ennesimo fallimento della destra siano i territori e la comunità».