15 Maggio 2026 - 11:08:42
di Vanni Biordi
L’assemblea provinciale della Fimmg dell’Aquila, riunita il 7 maggio scorso ad Avezzano, in provincia dell’Aquila, ha formalizzato quello che nei corridoi dei sindacati medici si sussurrava da mesi: le trattative per il rinnovo dell’Accordo Integrativo Regionale della Medicina Generale in Abruzzo sono in stallo, e la proposta economica avanzata dalla Regione è, nelle parole dei medici, «peggiorativa rispetto alle precedenti ipotesi già discusse».
Non è una disputa salariale ordinaria. L’Air è lo strumento giuridico che dovrebbe dare concreta attuazione all’accordo collettivo nazionale vigente, in particolare per quanto riguarda l’organizzazione delle Aggregazioni Funzionali Territoriali, delle Case della Comunità e della nuova architettura dell’Assistenza Primaria finanziata in parte dal Pnrr. Senza accordo regionale, le strutture rischiano di restare contenitori vuoti: edifici inaugurati, dotazioni strumentali acquistate, personale assente o mal distribuito.
La Fimmg denuncia anche un’opacità di sistema: la mancata trasmissione del bilancio Asl in forma disaggregata rende impossibile qualunque confronto serio sulle risorse effettivamente disponibili. Un elemento che, nel diritto contrattuale pubblico, rappresenta una precondizione minima per ogni trattativa. Ciò che il comunicato non dice, e che merita attenzione, è l’assenza totale di dati sulla copertura territoriale attuale dei Mmg nella provincia dell’Aquila, quanti ambiti carenti, quante sostituzioni scoperte, quale rapporto medico-paziente reale.
Senza questi numeri, la denuncia rischia di restare politica di categoria anziché allarme di salute pubblica. La Regione, al momento, pare non abbia rilasciato dichiarazioni ufficiali.
Il sit-in del 21 maggio a Pescara è l’atto visibile di una frattura che riguarda tutti. Non solo chi porta il camice bianco.
«Da tre anni stiamo trattando per il rinnovo dell’accordo integrativo regionale – afferma Vito Albano, segretario provinciale L’Aquila e vicepresidente regionale della Fimmg – Una contrattazione regionale che sta zoppicando visibilmente, perché non c’è una volontà da parte della regione di investire sul territorio in un momento difficile, invece in cui bisognerebbe soprattutto occuparsi di questo perché c’è una riluttanza a consegnarci i bilanci disaggregati delle aziende, in modo da valutare quello che effettivamente si sta spendendo e quello che si può fare».
Tra le proposte della Fimmg, aggiunge Albano, «le più importanti sono indubbiamente quelle della creazione delle aggregazioni funzionali territoriali, cioè dei gruppi aperti formati a più medici aperti 16 ore al giorno, compreso il sabato e la domenica. Queste permetterebbero non solo un’assistenza capillare e continua, ma permetterebbero anche di fornire una serie di servizi che andrebbero ad abbattere le liste d’attesa come per esempio la diagnostica di primo livello o come anche le visite di carattere specialistico. Questo permetterebbe una vera medicina di prossimità e un’organizzazione notevole. Il problema fondamentale è che si toglierebbero al cittadino una serie di servizi. Invece di investire sul territorio la Regione in questo momento in piano di rientro ha tagliato sull’attività territoriale 4 milioni l’anno per il 2026-2027 e 2028. Sono quindi 12 milioni in meno che non permettono di fornire una serie di servizi e di facilitazione cittadino. Questo secondo noi è il problema più grave, il problema principale e questo è ciò per cui ci stiamo battendo».
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