15 Maggio 2026 - 12:23:34

di Tommaso Cotellessa

La ricostruzione privata del sisma 2009 esce dall’impasse causata dal blocco del Superbonus. La svolta è arrivata con la pubblicazione del Decreto congiunto n. 6 del 14 maggio 2026, sottoscritto da Usrc e Usra, che mette a disposizione 285 milioni di euro per evitare il rallentamento della ricostruzione privata legata agli interventi finanziati attraverso il Superbonus.

Lo stanziamento prevede la destinazione del 30% delle risorse al Comune dell’Aquila, pari a 85 milioni di euro, mentre il restante 70% ,200 milioni, sarà assegnato agli altri comuni del cratere sismico 2009.

Il provvedimento è stato accolto con favore dagli ordini provinciali degli architetti e degli ingegneri, che hanno espresso soddisfazione per un intervento ritenuto fondamentale per avviare la fase conclusiva della ricostruzione post-sisma.

Anche il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi ha espresso soddisfazione per il decreto.

«Il percorso che ha portato a questo risultato nasce da un lavoro lungo e puntuale, che affonda le sue radici in una battaglia avviata già nel 2022, quando ci facemmo promotori dell’emendamento che consentì un primo incremento del 20% dei contributi per fronteggiare l’impennata dei costi delle materie prime, dell’energia e dei carburanti. Quella fu una risposta necessaria a una fase emergenziale, ma soprattutto il primo tassello di una strategia di lungo periodo per tutelare la ricostruzione dalle turbolenze esterne», scrive in una nota.

«Su quel solco abbiamo continuato a lavorare, ben prima che gli effetti della fine del Superbonus potessero produrre conseguenze pesanti sui cantieri. In questi mesi ho seguito personalmente la questione partecipando ai tavoli convocati presso il ministero dell’Economia e delle Finanze insieme ai titolari degli Uffici speciali, Salvo Provenzano e Raffaello Fico, con l’obiettivo di individuare strumenti capaci di compensare il venir meno delle agevolazioni fiscali nazionali e garantire certezze a cittadini, professionisti e imprese».

«Se l’emendamento del 2022 aveva affrontato la prima ondata, quella dei rincari, oggi questo decreto consente di dare una risposta concreta al fabbisogno finanziario generato dalla conclusione delle opzioni di cessione del credito e sconto in fattura, evitando il rischio di paralisi finanziaria di numerosi interventi».

«Si tratta di una misura straordinaria ma necessaria, costruita attraverso un confronto costante con il mondo delle professioni, delle imprese e con gli organismi istituzionali coinvolti nella ricostruzione. Un provvedimento che permette di accompagnare in sicurezza quella che oggi possiamo definire la fase conclusiva della ricostruzione privata, evitando interruzioni e garantendo continuità a un processo fondamentale per il territorio».

Dal fronte politico, però, non mancano le critiche. I consiglieri comunali Stefania Pezzopane e Paolo Romano, pur rivendicando il risultato come frutto della mobilitazione portata avanti dalle forze di opposizione, sostengono che le misure previste dal decreto siano ancora insufficienti.

Secondo i due esponenti politici, nei mesi scorsi l’opposizione aveva denunciato il rischio di paralisi dei cantieri a causa della fine del Superbonus e dell’aumento incontrollato dei costi, accuse che — affermano — erano state liquidate dalla maggioranza come «allarmismi e polemiche strumentali».

Tuttavia, Pezzopane e Romano contestano la ripartizione delle risorse, giudicando insufficiente la quota destinata al Comune dell’Aquila.

«Il 30% rappresenta solo un primo passo e rischia di non coprire realmente l’impatto degli aumenti che continuano a colpire il settore. Basta confrontare quanto previsto per il cratere 2009 con gli strumenti messi in campo nel cratere 2016/2017 per capire che permane una disparità evidente e inaccettabile», dichiarano.

«Da mesi chiediamo misure straordinarie per compensare due problemi che si stanno scaricando contemporaneamente sulla ricostruzione: da una parte il venir meno della cessione del credito e dello sconto in fattura legati al Superbonus, dall’altra l’esplosione dei prezzi dei materiali, dell’energia, dei carburanti e dei costi complessivi nel settore delle costruzioni. Questioni che abbiamo portato con forza nel dibattito istituzionale e nelle Commissioni consiliari, nonostante inizialmente qualcuno abbia provato a minimizzarle».

I consiglieri sottolineano inoltre come, nel cratere del Centro Italia 2016/2017, siano state previste ulteriori indicizzazioni, aggiornamenti strutturali dei quadri economici e risorse più consistenti.

«Per il sisma 2009, invece, si continua a intervenire con ritardo e in modo parziale. È per questo che continuiamo a dire che L’Aquila e il cratere 2009 non possono essere trattati come territori di serie B».

Pezzopane e Romano chiedono infine l’approvazione del cosiddetto “Decreto n. 7”, annunciato dagli Uffici Speciali durante una Commissione consiliare, che dovrebbe introdurre — analogamente a quanto avvenuto per il sisma 2016/2017 — un contributo diretto integrativo per coprire le spese rimaste a carico dei beneficiari per i lavori non ancora contabilizzati dopo la fine delle agevolazioni del Superbonus.

«È necessario capire quando questo decreto verrà approvato e con quali risorse effettive. Per questo chiediamo che il tema torni immediatamente all’attenzione della Commissione, coinvolgendo nuovamente ordini professionali, categorie produttive e imprese».

«La ricostruzione non può fermarsi proprio nella sua fase finale. Servono risorse aggiuntive, regole chiare e un impegno politico serio per chiudere definitivamente una ferita che il nostro territorio si porta dietro da sedici anni».