15 Maggio 2026 - 12:48:36
di Vanni Biordi
Quaranta minuti. Tanto è durato il colloquio tra Flavio Roda, presidente della Federazione Italiana Sport Invernali, e Arturo Como, referente Fisi per lo Sci di Fondo del Centro-Sud Italia, ricevuto il 12 maggio scorso nella sede milanese della federazione, in via Giovanni Battista Piranesi.
Pochi minuti, misurati, ma sufficienti a imprimere una direzione a due progettualità che, fino a quel giorno, rischiavano di restare nel limbo delle buone intenzioni regionali.
Sul tavolo, due dossier precisi come la realizzazione di impianti di innevamento programmato dal Lazio alla Sicilia e la costruzione di una pista Skiroll a Castel di Sangro, in provincia dell’Aquila.
Roda ha espresso piena approvazione per entrambe le iniziative, riconoscendo all’assessore regionale abruzzese Mario Quaglieri una «coscienza sportiva illuminata», formula che, nel lessico federale, equivale a una copertura politica non trascurabile.
Il contesto in cui matura questo incontro non è casuale. Lo sci di fondo appenninico vive da anni in una condizione di sopravvivenza assistita con stagioni sempre più corte, bacini di utenza demograficamente in contrazione, infrastrutture datate. Como ha portato avanti, per oltre tre anni, un lavoro di lobbying istituzionale che ha trovato sponde alla Camera dei Deputati e in un convegno ad Alfedena, in provincia dell’Aquila, il cui documento conclusivo, gli atti di “Itinerario di Convivenza”, è stato consegnato fisicamente nelle mani di Roda durante l’incontro. Un gesto simbolico, certo, ma nella diplomazia sportiva, i gesti contano.
Roda ha garantito la propria presenza agli eventi sportivi futuri nei territori oggetto di discussione. Ha valutato positivamente anche il lavoro comunicativo di Cesira Donatelli, incaricata da Como per la gestione dei due convegni e della divulgazione mediatica delle iniziative. La dimensione della comunicazione, nel 2026, non è più accessoria, è infrastruttura.
La pista Skiroll a Castel di Sangro è, per converso, la progettualità più solida con minori costi fissi, fruibilità estiva, funzione aggregante per i giovani atleti che non possono permettersi ritiri alpini. Su questo punto, il pragmatismo di Roda e Como che da anni sostongono lo Skiroll come disciplina “di sistema”, appare fondato.
Il segnale arrivato dalla presidenza FISI è reale. Le condizioni perché diventi struttura, ancora da costruire, ma fiducia e ottimismo ci spingono a crederci. Fino in fondo.
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