Pietrucci sulla lettera di Marsilio al presidente Mattarella

15 Maggio 2026 - 12:56:16

Il presidente Marsilio, responsabile del disastro della sanità regionale
e incapace con la sua giunta, di rispondere ai problemi della salute
degli abruzzesi, ha avuto un’idea davvero geniale: scrivere al
Presidente della Repubblica. Complimenti. Come non averci pensato prima
ad un gesto così brillante e risolutivo!
Il misero tentativo di coinvolgere la più alta carica dello Stato – che
NON ha alcuna competenza sulle scelte di governo del paese – è la
dimostrazione del fallimento e dell’ipocrisia di questa giunta di
destra.
Marsilio non osa criticare la Meloni che col suo Governo colpisce la
sanità nazionale.
Nel 2024 – dati Fondazione Gimbe – l’Italia ha avuto una spesa sanitaria
pro-capite del 6,3% del PIL, inferiore sia alla media OCSE del 7,1%, sia
a quella europea del 6,9%.
E a breve la situazione diventerà tragica per la folle scelta di
destinare il 5% del bilancio alle spese NATO che sottrarrà altre risorse
alla sanità (e alla scuola, all’assistenza sociale ai trasporti, cioè ai
servizi essenziali per i cittadini). Così i più poveri devono rinunciare
a curarsi: già nel 2024 sono stati costretti a farlo ben 5,8 milioni di
italiani, quasi 1 su 10.
E ovviamente Marsilio non osa ammettere il suo fallimento.
Al suo insediamento, 8 anni fa Marsilio trovò una sanità con un bilancio
risanato che aveva consentito all’Abruzzo di uscire dal
Commissariamento. Eppure con la sua Giunta in pochi anni si è prodotta
una voragine di debito, sono peggiorate le prestazioni sanitarie, le
tasse regionali sono state aumentate ai massimi livelli ed è cresciuto
lo squilibrio tra le ASL a danno delle aree interne.
Serve qualche esempio?
In realtà montane come l’Alto Sangro l’assistenza di fatto non esiste
più.
Già durante la pandemia le risorse per l’emergenza erano state
squilibrate.
L’Ospedale San Salvatore è l’unica struttura per la quale nella
programmazione edilizia regionale non si prevede la realizzazione di un
nuovo ospedale a differenza di tutti gli altri nosocomi abruzzesi.
la riabilitazione del San Salvatore continua ad essere allocata dentro
un grande container a 17 anni dal sisma del 2009
Il personale a tempo indeterminato della ASL1 si è ridotto aggravando la
cronica carenza di personale e la stabilizzazione dei precari procede a
singhiozzo e senza una soluzione certa.
Nonostante l’esperienza della pandemia, nulla si fa per migliorare la
prevenzione e la medicina territoriale.
Le liste di attesa sono di mesi, a volte anche di anni.
Molte famiglie devono comprare a proprie spese i farmaci per i congiunti
ricoverati.
Ormai un terzo degli abruzzesi ha rinunciato a curarsi per i costi e i
tempi di attesa.
La mobilità passiva cresce perché chi ha i soldi va a curarsi fuori
regione.
In alcuni reparti ospedalieri manca quella sinergia tra ospedale e
Università di medicina che nel passato ha garantito prestazioni
eccellenti e di prestigio.
Dunque, poiché anche regionalmente le risorse sono assegnate in base
agli abitanti (e la ASL1 rappresenta la metà del territorio regionale,
con orografia prevalentemente montana, una demografia parcellizzata in
tanti piccoli Comuni, una rete di 73 Presìdi sanitari, molto superiore
alle altre province) invece di chiederlo a Mattarella – e magari prima
di scrivere al Papa – perché Marsilio non inizia a modificare in Abruzzo
il criterio della spesa pro-capite che non solo è insufficiente, ma
finisce per perpetuare uno squilibrio ingiusto e insostenibile?