16 Maggio 2026 - 13:44:26
di Vanni Biordi
Nella serata di giovedì scorso, intorno alle 21:30, una telefonata ai servizi di emergenza ha evitato il peggio in una casa vacanze nel comprensorio di Marsia, nel comune di Tagliacozzo, sull’Appennino abruzzese. I familiari, non riuscendo a mettersi in contatto con i propri cari all’interno dell’abitazione, hanno allertato il Numero Unico di Emergenza 112. La risposta è stata immediata perché sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco del distaccamento di Avezzano, i Carabinieri della Compagnia di Tagliacozzo e il personale sanitario del 118.
All’interno dell’immobile, i soccorritori hanno trovato una donna di circa settant’anni e il nipote trentenne riversi a terra, privi di sensi. La prima ipotesi investigativa, ancora da confermare con accertamenti tecnici, indica nel malfunzionamento dell’impianto di riscaldamento la causa dell’intossicazione da monossido di carbonio. I due sono stati trasportati d’urgenza all’ospedale civile di Avezzano e successivamente trasferiti in un centro iperbarico della capitale, struttura specializzata nel trattamento delle intossicazioni da CO.
Il problema è che esiste una natura sistemica del problema. Il monossido di carbonio provoca in Italia centinaia di morti ogni anno e migliaia di intossicazioni fortunatamente non letali, molte delle quali avvengono proprio in abitazioni stagionali come case vacanze, seconde case montane che trascorrono mesi senza manutenzione e vengono riaperte frettolosamente per accogliere turisti stagionali. Gli impianti lì installati, spesso vecchi e malfunzionanti, non sono soggetti ad alcun controllo periodico obbligatorio nel regime attuale. È una grave lacuna normativa concreta, non teorica.
Il comprensorio di Marsia di Tagliacozzo, area a vocazione turistica nell’alta Marsica, concentra un patrimonio di abitazioni private a uso discontinuo che rappresenta esattamente il profilo di rischio più elevato. La mancanza di rilevatori di CO, dispositivi dal costo inferiore ai 30 euro, rimane una delle cause primarie di ritardo nell’allerta. In questo caso, è stata la rete familiare a fare la differenza. Non un sensore. Un dettaglio che vale più di qualsiasi statistica.
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