17 Maggio 2026 - 09:09:27
di Marianna Galeota
L’Abruzzo si afferma come una delle regioni più equilibrate nel percorso di transizione energetica in Italia, distinguendosi per emissioni contenute, nel complesso buone performance nel settore agricolo e buone capacità di adattamento agli impatti climatici.
Secondo i dati della piattaforma CIRO (Climate Indicators for Italian RegiOns), sviluppata da Italy for Climate in collaborazione con ISPRA, le emissioni pro capite risultano inferiori alla media nazionale, mentre gli assorbimenti forestali sono tra i più elevati in rapporto alla superficie.
La quota di energia da fonti rinnovabili raggiunge il 23% dei consumi complessivi (contro una media nazionale del 18%), ma il ritmo di sviluppo resta inferiore alla media, con un livello di conseguimento del target 2030 pari al 27% (contro il 31%) e solo 6 comunità energetiche attive.
Nel settore edilizio i consumi risultano inferiori alla media (198 kWh/mq contro 222), mentre nei trasporti si registra un forte ritardo del trasporto pubblico locale (28 passeggeri per abitante contro un media di 82). Positiva invece l’agricoltura, con emissioni, uso di fertilizzanti e numero di bovini molto inferiori alla media.
Sul fronte della vulnerabilità, la regione è la prima per minor numero di eventi meteoclimatici estremi e mostra un basso consumo di suolo (5% contro una media nazionale del 7%) ed una ridotta esposizione al rischio alluvione, ma presenta perdite idriche tra le più elevate in Italia.
«Attraverso la piattaforma CIRO abbiamo voluto fornire alle regioni uno strumento per misurare le proprie performance in materia di clima e transizione energetica attraverso 8 temi, 27 indicatori e un’unica metodologia in grado di garantire la comparabilità dei risultati. L’obiettivo non è quello di fare delle classifiche, quanto piuttosto di far emergere le peculiarità spesso uniche dei singoli territori, mostrarne punti di forza e punti di debolezza e aiutare così le amministrazioni ad individuare le proprie priorità di azione. Ma CIRO ha anche l’obiettivo di promuovere nei territori un dibattito sulla transizione informato e basato su dati quanto più possibile attendibili e scientificamente fondati, frutto del costante lavoro di confronto con i tecnici di Ispra e con altre istituzioni scientifiche di rilievo nazionale», dichiara Andrea Barbabella, Responsabile scientifico di Italy for Climate (I4C).
Abruzzo
EMISSIONI: l’Abruzzo registra una buona performance per quanto riguarda le emissioni pro capite, molto al di sotto della media nazionale. Positivo è anche il numero di assorbimenti forestali in rapporto alla superficie.
ENERGIA: nel complesso, l’Abruzzo ha un mix energetico sostanzialmente allineato con la media nazionale e non presenta consumi da carbone mentre i consumi di energia finale pro capite sono leggermente superiori alla media nazionale.
RINNOVABILI: positiva è la performance in termini di quota di consumi di energia soddisfatti da rinnovabili (pari al 23%, contro una media nazionale del 18%); nel complesso, però, gli altri indicatori sono ancora tutti inferiori alla media nazionale, per quanto riguarda l’installazione di nuovi impianti, la quota di conseguimento del target al 2030 (27%, contro una media nazionale del 31%) e il numero di comunità energetiche attivate (solo 6 nel 2024).
EDIFICI: la performance è piuttosto positiva in termini di efficienza dei consumi energetici (198 kWh/mq rispetto ad una media nazionale di 222 nel 2024) ed è in linea con la media nazionale per emissioni pro capite del settore; la quota di edifici in classe A e il tasso di elettrificazione (29% contro una media nazionale del 31%) risultano invece leggermente sotto la media nazionale.
INDUSTRIA: positivo è il dato sulle emissioni in rapporto al valore aggiunto del settore, molto più basse rispetto alla media nazionale, mentre meno positiva è la performance per quanto riguarda i consumi di energia e la quota di consumi elettrici.
TRASPORTI: la quota di elettrico sulle nuove immatricolazioni (3,7%) e le emissioni pro capite dei trasporti sono di poco al di sotto della media nazionale; le performance sono, invece, meno positive per quanto riguarda la media di passeggeri trasportati dal TPL (28 passeggeri trasportati per abitante contro una media nazionale di 82) e il tasso di motorizzazione, poco più alto della media nazionale.
AGRICOLTURA: la performance è piuttosto positiva, con emissioni pro capite del settore, uso di fertilizzanti e numero di bovini allevati in rapporto alla popolazione (46 bovini ogni 1000 abitanti contro una media nazionale di 98) tutti ben inferiori alla media nazionale; la quota di agricoltura biologica è, invece, di poco al di sotto della media nazionale (17% contro una media nazionale del 20%).
VULNERABILITÀ: l’Abruzzo non è una regione criticamente esposta agli impatti dei cambiamenti climatici. Infatti, è la prima regione per minor numero di eventi meteoclimatici estremi e presenta una quota di popolazione esposta al rischio alluvione inferiore alla media nazionale, questo anche perché il consumo di suolo è piuttosto basso (pari al 5% della superficie della regione contro una media nazionale del 7%); unica nota dolente sono le perdite della rete idrica, tra le peggiori del Paese.
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