19 Maggio 2026 - 10:25:43

di Martina Colabianchi

«Tutti gli accertamenti finora svolti sono stati rispettosi della sopra descritta normativa che, peraltro, non richiede ‘l’osservanza di particolari formalità nella conduzione dell’inchiesta amministrativa’».

Così l’ispettorato generale del ministero della Giustizia in merito alle verifiche sul caso della famiglia del bosco, con riferimento “all’art.12 della legge n.1311 del 1962”, sottolineando che «tutta l’attività svolta in occasione dell’accesso in loco e le successive richieste di atti sono strettamente connesse, nonché necessarie, ad acquisire le informazioni volte al miglior adempimento dell’incarico ricevuto dal ministro».

«Si evidenzia, peraltro, che il richiamato articolo 12 prevede che il magistrato ispettore di un’inchiesta nei riguardi di un magistrato deve, al termine dell’indagine e senza l’osservanza di particolari formalità, chiedere informazioni al Capo dell’Ufficio e chiarimenti all’interessato e poi riferire in merito al servizio prestato da quest’ultimo – prosegue la nota del ministero, in cui si aggiunge che – ultimati gli accertamenti, la relazione conclusiva sarà a breve trasmessa al ministro, in adempimento del mandato ricevuto».

Il chiarimento è arrivato dopo la richiesta della presidente del Tribunale dell’Aquila, Nicoletta Orlandi, che aveva scritto al Csm ponendo con urgenza un quesito in merito alla tipologia di ispezione da parte dei tecnici del ministero della Giustizia.

Orlandi aveva chiesto se quanto messo in atto fosse legittimo oppure eccessivamente invasivo o potenzialmente dannoso ai fini dell’autonomia e dell’indipendenza dei giudici.

Secondo la presidente, infatti, gli ispettori avrebbero chiesto di monitorare l’andamento del procedimento e il contenuto dei successivi provvedimenti dei magistrati sulla vicenda, richiedendo l’eventuale acquisizione di atti istruttori.

Anche l’Associazione Nazionale Magistrati (Anm) si era schierzata dalla parte del Tribunale per i minorenni del capoluogo abruzzese, chiedendo un chiarimento da parte del Csm. «Esprimiamo la nostra preoccupazione per le modalità con cui sta proseguendo l’ispezione del ministero della Giustizia presso il Tribunale per i minorenni dell’Aquila – si legge in una nota della Giunta esecutiva dell’Anm -. Si tratta di profili che meritano attenta verifica nelle sedi competenti, ma che impongono già ora di ribadire un principio: l’indipendenza della giurisdizione costituisce garanzia di tutti i cittadini e non può essere esposta a forme, anche solo potenziali, di interferenza».