19 Maggio 2026 - 10:17:08

di Marianna Galeota

«L’Abruzzo è ultima per numero di produzioni fra le regioni che hanno una Film Commission, del resto ci
sono voluto tre anni per pubblicare un bando, annunciato dal presidente della Regione Marco Marsilio nel 2023 dal palco del Festival del cinema di Venezia. Un ritardo clamoroso se si pensa che siamo
anche nell’anno di L’Aquila Capitale italiana della Cultura»

Così il segretario provinciale dell’Aquila e capogruppo al Consiglio comunale del capoluogo del Partito democratico Stefano Albano rispetto al bando della Regione Abruzzo finalizzato a finanziare le
produzioni audiovisive.

«Si tratta dell’ennesimo bando in ritardo, non direttamente di Capitale della Cultura, ma pur sempre uno strumento culturale potente che andava pianificato ed espletato per tempo», rileva Albano.

«Le Film Commission – ricorda il capogruppo del Pd – sono uno strumento importantissimo di cui possono dotarsi gli enti locali per attrarre sul proprio territorio produzioni di film e fiction. Il ritorno in termini economici e turistici è impressionante, come testimonia l’Umbria che negli ultimi decenni ha catalizzato la maggior parte delle fiction (da Carabinieri a Don Matteo), piuttosto che l’esempio della Puglia che ha costruito una vera e propria attività produttiva, con un moltiplicatore economico pari a un coefficiente di circa 7,6».

«L’Aquila avrebbe tutte le carte in regola per fare della cultura un’industria, capace di creare posti di lavoro e dare impulso all’economia, e il protagonismo della Film Commission potrebbe accelerare tale processo. Appare però evidente come la Abruzzo FilmCommission non abbia all’interno del Consiglio d’amministrazione deiprofili con competenze specifiche (basta vedere i Cda di altre Film
Commission regionali)».

«Del resto il sito istituzionale è ancora scarno, laddove mancano elementi decisivi per le produzioni, quali la mappatura delle migliori location che offre la regione (location guide), o l’elenco delle società e delle maestranze del territorio (production guide) da cui le produzioni possono attingere autonomamente garantendo trasparenza, piuttosto che un catalogo di tutte le professionalità locali legate al mondo
dell’audiovisivo».

«Tanto è vero che il bando che Marsilio sbandiera dal 2023, viene pubblicato solo adesso, un paradosso totale che testimonia la totale assenza e mancanza di strategia da parte della Regione anche su capitale
della cultura. Parliamo di un bando, peraltro – rileva Albano – non pubblicato dalla Fondazione Film Commission ma dalla stessa Regione, che però naviga a vista sul tema cultura, come emerso dalla lettera di L’Aquila, Sulmona e Adriatic Film Festival, che chiedono invece una nuova legge che rilanci il ruolo e le potenzialità dei Festival. In particolare, il caso di Sulmona è emblematico, dove il malcontento dei cittadini è frutto di una Film Commission che fatica a mediare con le produzioni di fuori regione, come accaduto per il film su Celestino V che sarà girato sì in Abruzzo, ma escludendo luoghi simbolo quali l’intera città di Sulmona o la basilica di Collemaggio (sostituita da Bominaco, creando confusione in campo turistico). Del resto in passato anche altre produzioni che la nostra regione ha ospitato non hanno poi garantito un adeguato ritorno economico al territorio, non avendo adeguatamente coinvolto il circuito delle maestranze locali, errore che si sta ripetendo con questo bando».

«Anche la partecipazione dal basso risulta, come al solito, essere piuttosto scarna – osserva ancora Albano – tenuto conto che il sottosegretario al Turismo Daniele D’Amario aveva fatto incontri con diversi fra gli stakeholders, ma poi nessuno di quelli è stato coinvolto (università, associazioni di categoria, imprese e imprenditori, esperti».

«Tutto questo dimostra come la destra abbia le idee confuse sulla cultura, come confermano i pesanti ritardi e lo scarso coinvolgimento del territorio tanto su Capitale della cultura, quanto a livello regionale su Film Commission e festival cinematografici».