19 Maggio 2026 - 11:49:11

di Marianna Galeota

«Sull’operato nostra società per la raccolta dei rifiuti, spesso riceviamo segnalazioni da parte dei cittadini che lamentano disservizi e, in molti casi, assistiamo al peggioramento della raccolta. Leggiamo da parte di chi amministra la società che la causa sarebbe imputabile ad una sfortunata coincidenza di assenza dei dipendenti (a cui noi rivolgiamo il grazie senza condizioni per la loro attività) ma, questo modo di ragionare, non vuol vedere come stanno davvero le cose: quando, in una qualsiasi organizzazione, aumenta e di molto il tasso di assenza per malattia, nei libri di gestione del personale, alla prima pagina, c’è scritto che questo rappresenta un indice di malessere aziendale e non un caso astrale».

Lo scrivono in una nota i consiglieri comunali Gianni Padovani ed Enrico Verini.

«A sua volta il malessere aziendale, sempre alle prime pagine di qualsiasi testo di organizzazione aziendale, viene sempre imputato ad una cattiva gestione del personale su cui la governance dell’azienda dovrebbe interrogarsi (e la invitiamo a cambiare approccio, dati i risultati fino ad ora conseguiti) – proseguono – Accanto a questi indicatori chiari sul fatto che le cose non vanno, assistiamo anche a una gestione veramente antieconomica e, considerando che si tratta di denaro pubblico, assolutamente censurabile. Ci riferiamo alla duplicazione delle spese per i mezzi necessari alla raccolta: dopo l’incendio del 2023, il Comune dell’Aquila si era impegnato ad acquistare nuovi mezzi in sostituzione di quelli distrutti; nel frattempo, dovendo la società comunque assicurare il servizio, aveva noleggiato ad un costo di oltre 500 mila euro annui, quanto necessario».

«Il comune ci ha messo 3 anni per fare quel che aveva promesso e, solo nel 2026, ad un costo di 3 milioni di euro, ha comprato 41 automezzi. Direte che il problema si è finalmente risolto, ma invece no – sottolineano – Ad oggi abbiamo, contemporaneamente, 36 mezzi affittati, che paghiamo profumatamente e altri 41, nuovi di zecca, che sono fermi e parcheggiati (vedere le foto), che non possono essere utilizzati perché incredibilmente ancora non si procede con la loro immatricolazione. La domanda è: un cittadino si comporterebbe così nella sua vita privata? Chiunque di noi continuerebbe a pagare l’affitto di un’automobile quando ne ha comprata un’altra che tiene chiusa in garage perché non l’immatricola? Noi crediamo di no, ma qui, si sa, paga “pantalone”».

«Tutto questo accade mentre si sbandiera che è migliorata la situazione debitoria della società – concludono – Anche da questo punto di vista, le cose non stanno così e si cerca di confondere i numeri con artifici contabili, defalcando dal debito di 6,4 milioni che ha l’Asm, alcune voci che in realtà restano assolutamente ancora nel bilancio: si tolgono 2.4 milioni ma si omette di dire che sono solo un anticipazione da parte del Comune e che quindi a novembre e a dicembre non trasferirà all’Asm nulla; si fa finta di aver eliminato il milione di euro per la causa con il Cogesa, ma in realtà è stato solo traslato al prossimo anno, restando intatto nella sua entità. Insomma, a farla breve, a inizio anno l’Asm aveva 6,4 milioni di debiti e a inizio 2027 ne avrà 6,5 milioni. Intanto la città è sempre più sporca, i lavoratori Asm sempre più delusi, i conti della società sempre più in rosso. Complimenti!».