19 Maggio 2026 - 18:09:54
di Vanni Biordi
Cna Abruzzo ha scelto L’Aquila, città che porta il titolo di Capitale italiana della cultura 2026, per tendere quel filo sottile, e raramente esplicitato, che lega la qualità di un piatto abruzzese alla sostenibilità economica di chi lo serve. E lo ha fatto in pubblico, davanti a operatori, istituzioni e addetti ai lavori.
L’occasione è stata l’evento formativo gratuito organizzato all’Hotel Castello, in piazza Battaglione Alpini, nell’ambito del progetto europeo Interregionale Ecofoodcycle, che raccorda Italia e Croazia attorno a un obiettivo comune: ridurre gli sprechi alimentari nella filiera dell’accoglienza.
Il patrocinio di Abruzzo Turismo e la collaborazione con l’associazione Abruzzo B&B+Extra e con Manaservice hanno conferito all’iniziativa una cornice istituzionale solida. Eppure il contributo più rilevante non è venuto dalle sigle, ma dai numeri che non sono stati snocciolati. O, almeno, non li ho sentiti. La riduzione degli sprechi in cucina non è soltanto una scelta etica, è un fattore diretto di marginalità per le strutture ricettive. Un aspetto che il dibattito pubblico sull’enogastronomia territoriale continua sistematicamente a ignorare, preferendo il racconto del prodotto tipico all’analisi del conto economico.
Lo chef Claudio Di Bernardo, beverage manager al Grand Hotel di Rimini, e il pasticcere aquilano Roberto Catelli, ambasciatore dell’eccellenza italiana di categoria, hanno declinato questo principio in proposte operative, calate sulle specificità del territorio abruzzese.
A fare gli onori di casa, il responsabile regionale di Cna Turismo Abruzzo Gabriele Marchese, affiancato da Daniel Franchi e da Francesca Mastromauro, presidente regionale di Cna Turismo. Hanno preso la parola anche Daniele D’Amario, sottosegretario regionale con delega al turismo, Lucia Simioni di Abruzzo B&B+Extra e Bernardo Sofia, presidente di CNA Abruzzo.
Il focus sul progetto è stato curato dal project manager Mirco Mirabilio. Un “menu” di idee, come affrontato nell’incontro, ma con ingredienti e dosi che meritano di diventare politica ed economia strutturale.
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