20 Maggio 2026 - 16:12:46

di Martina Colabianchi

A oltre 17 anni dal terremoto del 6 aprile 2009, la ricostruzione scolastica dell’Aquila continua a rappresentare una delle ferite ancora aperte della città.

Nei dossier che periodicamente il Comune dell’Aquila pubblica in merito ai dati aggiornati sullo stato degli interventi, le scadenze e i cronoprogrammi di alcuni edifici scolastici continuano a slittare.

Nel dossier del 2023 numerosi interventi riportavano una conclusione dei lavori prevista tra il 2024 e il 2025. Nel dossier aggiornato al 30 aprile 2026, invece, diversi cantieri risultano ancora in corso, sospesi, prorogati o riprogrammati.

A denunciare, nuovamente, i ritardi sulla ricostruzione delle scuole sono il Comitato Scuole Sicure
e la Commissione Oltre il Musp, che pongono nuovamente l’attenzione su due casi particolarmente emblematici: il Polo scolastico San Sisto–Santa Barbara e la scuola primaria Celestino V. «Entrambe le opere – spiegano – riportavano una fine lavori prevista nel 2024; oggi le nuove scadenze risultano fissate rispettivamente al 15 e al 30 giugno 2026. Dopo anni di annunci, il problema non è più formulare nuove promesse: è dimostrare che gli impegni assunti siano realmente rispettati».

Tutto questo si inserisce anche nel dibattito, che in città torna ad accendersi ciclicamente, relativo ad un possibile ritorno delle scuole nel centro storico dell’Aquila, ipotesi rilanciata dalle opposizioni che la considerano una decisione strategica se inserita in un più ampio piano di rilancio dell’economia locale.

Ma c’è un secondo tema, ancora più delicato, che riguarda la sicurezza degli edifici scolastici attualmente utilizzati da migliaia di studenti, insegnanti e lavoratori della scuola.

«Il 10 febbraio 2025 il Consiglio comunale dell’Aquila ha dedicato una seduta specifica al tema della vulnerabilità sismica delle scuole – proseguono i comitati -. È trascorso più di un anno. Ad oggi, famiglie e cittadini non dispongono ancora di una tabella pubblica, aggiornata e completa, scuola per scuola, che indichi chiaramente indici di vulnerabilità, livelli di conoscenza degli edifici, interventi previsti, tempi di realizzazione e responsabilità. Non è chiaro neppure quando queste informazioni saranno rese disponibili».

«La sicurezza dei bambini e dei ragazzi non può rimanere sospesa tra dossier tecnici, rinvii amministrativi e dichiarazioni rassicuranti. Per questo chiediamo un’operazione di trasparenza e verità: conoscere lo stato reale dei cantieri, comprendere le cause dei ritardi, avere nuove scadenze credibili e ottenere la pubblicazione immediata dei dati aggiornati sulla vulnerabilità sismica degli edifici scolastici. Dopo 17 anni, L’Aquila non ha più bisogno di rassicurazioni – concludono -. Ha bisogno di scuole finite, scuole sicure e di una trasparenza che non sia solo promessa, ma pratica quotidiana».