21 Maggio 2026 - 18:36:21
di Tommaso Cotellessa
Sono stati consegnati i lavori di consolidamento e restauro della chiesa di Santa Maria Assunta di Paganica, uno degli edifici religiosi maggiormente colpiti dal terremoto del 2009. L’intervento, finanziato con 1 milione e 200 mila euro attraverso la delibera CIPE n.77 del 6 agosto 2015, sarà eseguito dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province dell’Aquila e Teramo, che ricopre il ruolo di stazione appaltante.
I lavori avranno una durata prevista di 730 giorni e riguarderanno il recupero strutturale e architettonico della chiesa, considerata da sempre un punto di riferimento storico, sociale e identitario per la comunità della frazione aquilana.
La direzione dei lavori è stata affidata ad Augusto Ciciotti, funzionario della Soprintendenza, mentre il ruolo di responsabile unico del progetto sarà svolto da Domenico Isaya, dipendente del Comune dell’Aquila, individuato nell’ambito della convenzione stipulata tra Comune e Soprintendenza. L’accordo prevede la collaborazione dell’amministrazione comunale attraverso la messa a disposizione di personale specializzato nel settore delle opere pubbliche.
Soddisfazione è stata espressa dal sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, che ha sottolineato il valore dell’intervento nel percorso di ricostruzione post-sisma.
«L’avvio di questo intervento rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di restituzione dei luoghi identitari e spirituali delle nostre frazioni, profondamente segnate dal terremoto del 2009. Come amministrazione comunale abbiamo sempre garantito massima collaborazione istituzionale, mettendo a disposizione competenze tecniche e professionalità, convinti che la ricostruzione delle chiese non riguardi soltanto il patrimonio storico e artistico, ma anche la vita delle comunità».
Il primo cittadino ha poi ricordato altri importanti interventi seguiti negli ultimi anni dall’amministrazione comunale.
«In questi anni abbiamo seguito con attenzione e determinazione percorsi complessi che hanno riguardato, tra gli altri, la chiesa di Monticchio e il Santuario della Madonna di Roio, lavorando per superare ostacoli burocratici e accelerare la restituzione di luoghi fondamentali per il tessuto sociale del territorio».
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