21 Maggio 2026 - 19:11:51
di Tommaso Cotellessa
Si fa sempre più pesante la vertenza che coinvolge il servizio di pulimento dello stabilimento Marelli Suspension Systems di Sulmona. Le organizzazioni sindacali Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltrasporti parlano apertamente di una situazione che «assume i contorni di un dramma sociale», denunciando un presunto cambio di appalto avvenuto senza il rispetto delle procedure previste dal contratto collettivo.
Secondo quanto riferito dalle sigle sindacali, il servizio sarebbe passato dalla società Albasan srl alla nuova Alba.san. Service srl senza alcuna comunicazione preventiva alle organizzazioni dei lavoratori. Un passaggio che, denunciano i sindacati, sarebbe avvenuto «nel silenzio più totale» sia delle aziende coinvolte sia della stessa committenza Marelli.
A rendere ancora più delicata la vicenda vi sarebbe inoltre il fatto che la proprietà della nuova società subentrante sarebbe riconducibile alla gestione dell’azienda uscente.
Le sigle sostengono che non siano mai state attivate le procedure obbligatorie previste nei cambi di appalto, né sarebbero stati avviati confronti ufficiali sul destino occupazionale dei dipendenti interessati. Una gestione che i sindacati definiscono «gravemente irregolare».
Nel mirino finisce soprattutto il trattamento riservato ai lavoratori. Secondo la denuncia sindacale, soltanto una parte del personale sarebbe stata chiamata a firmare il nuovo contratto con la società subentrante, dopo aver presentato dimissioni volontarie dall’azienda uscente. Una pratica che, secondo Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltrasporti, violerebbe le regole che disciplinano il passaggio diretto del personale nei cambi di appalto.
Le sigle parlano inoltre di una selezione discriminatoria dei dipendenti da riassorbire nella nuova gestione. Tra gli esclusi vi sarebbero proprio i lavoratori maggiormente impegnati nell’attività sindacale, compresi i tre rappresentanti RSA dell’appalto. Un comportamento che, se confermato, potrebbe configurare una violazione dei diritti sindacali e delle tutele collettive.
Nel frattempo, denunciano ancora i sindacati, circa metà dei lavoratori formalmente ancora alle dipendenze di Albasan srl si troverebbe in ferie forzate, con le ore ormai esaurite, senza ammortizzatori sociali e senza stipendio da quattro mesi.
«Una condizione insostenibile che ha superato ogni limite di tollerabilità», affermano le organizzazioni sindacali, che descrivono una situazione capace di colpire duramente non solo i dipendenti coinvolti ma intere famiglie del territorio peligno, già segnato da una difficile crisi occupazionale.
Per questo motivo è stato richiesto un incontro urgente all’Assessorato al Lavoro della Regione Abruzzo. Il tavolo istituzionale è stato fissato per il prossimo 3 giugno a Pescara e dovrà fare chiarezza sull’intera vicenda, verificando il rispetto delle norme contrattuali e delle tutele occupazionali.
I sindacati chiedono inoltre alla Marelli di assumersi «fino in fondo le proprie responsabilità sociali e industriali», evitando che una vicenda legata a un appalto strategico per lo stabilimento si trasformi nell’ennesima emergenza occupazionale per il territorio.
«La tutela di tutti i posti di lavoro, il mantenimento dei salari e il rispetto della dignità dei lavoratori devono essere garantiti immediatamente», concludono Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltrasporti.
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