26 Maggio 2026 - 15:52:55
di Martina Colabianchi
Dopo quasi due anni, il Tribunale dell’Aquila ha dichiarato illegittimi i licenziamenti individuali effettuati dall’azienda Dante Labs in concomitanza con l’avvio della procedura di licenziamento collettivo.
Si trattò, in totale, di cinquanta lavoratori di cui vengono, ora, riconosciuti i diritti con la condanna del datore di lavoro “al pagamento di un’indennità non assoggettata a contribuzione previdenziale di importo pari a dodici mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto (…), oltre interessi sino al soddisfo”, nonché al “pagamento delle spese di giudizio a favore dell’altra parte (…)”.
La decisione del tribunale arriva dopo il ricorso presentato dagli stessi dipendenti per il tramite dell’avvocato della Cgil Carlo de Marchis.
Inoltre, i lavoratori licenziati due anni fa ancora non avrebbero percepito né il Tfr, né tutte le spettanze maturate in corso di rapporto.
«Ancora una volta – si legge in una nota a firma Alessandra Marchionni, ufficio vertenze e legale Cgil L’Aquila – ci chiediamo come sia possibile che la società Dante Labs abbia agito in via del tutto illegittima ed in spregio del diritto al lavoro e al salario di numerosi lavoratori e lavoratrici, pur essendo per il 17% circa di proprietà della Fi.R.A. S.p.A. Unipersonale, e cioè della società in house della Regione Abruzzo, a totale capitale pubblico, che rappresenta lo strumento di attuazione della programmazione economica regionale e che concorre allo sviluppo e al riequilibrio socio-economico e territoriale dell’Abruzzo, per il raggiungimento della piena occupazione sul territorio e per la valorizzazione di tutte le risorse imprenditoriali regionali».
«Stanti i fatti, quindi – prosegue -, la condotta della società non ha pregiudicato solo i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici di cui sopra, ma anche l’intero territorio aquilano, dove, ci preme ricordare, la stessa società, nella delicata fase di avvio dell’attività imprenditoriale, aveva trovato sostegno, non solo da parte dei cittadini e delle cittadine, ma anche e sopratutto da parte della politica e delle istituzioni che l’avevano finanziata. E ce lo chiediamo anche alla luce di quanto accaduto, di recente, in Consiglio comunale, dove l’ordine del giorno del consigliere Paolo Romano, avente ad oggetto la vertenze Dante Labs, pur sostenuto da tutte le opposizioni, è stato respinto. Invero, in quell’occasione, si intendeva impegnare il sindaco, la Giunta ed il presidente del Consiglio comunale a portare all’attenzione delle autorità competenti la vertenza, per la disamina di eventuali profili di di responsabilità nella gestione della asserita crisi aziendale che ha portato, quasi due anni fa, alla cessazione di oltre cinquanta rapporti di lavoro».
Pertanto, il sindacato chiede di audire la Regione Abruzzo in Commissione di Vigilanza, dando così seguito alla vertenza «a garanzia dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici che, con abnegazione e responsabilità, hanno prestato attività lavorativa all’interno della società Dante Labs».
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