27 Maggio 2026 - 16:53:28

di Tommaso Cotellessa

La vertenza LFoundry torna al centro del confronto istituzionale in Abruzzo: il prossimo 3 giugno il futuro dei lavoratori esclusi ormai da cinque mesi dal ciclo produttivo dell’azienda sarà al centro di un tavolo convocato dalla Regione Abruzzo con le organizzazioni sindacali e i vertici aziendali.

Alta la tensione sul futuro occupazionale delle lavoratrici e dei lavoratori somministrati fino a pochi mesi fa impiegati presso lo stabilimento avezzanese. FeLSA CISL, Nidil CGIL e UILTemp UIL annunciano infatti il ritorno al tavolo regionale per discutere il destino dei 93 lavoratori somministrati rimasti senza impiego dall’inizio del 2026.

La situazione di precarietà si trascina dalla fine del 2024, quando l’azienda annunciò la cessazione immediata di tutti i contratti di somministrazione. Un primo spiraglio sembrava essersi aperto con la sottoscrizione del contratto di solidarietà, strumento che avrebbe dovuto scongiurare l’interruzione dei rapporti di lavoro di operai e carrellisti che, pur assunti tramite le agenzie Openjob e GiGroup, operavano presso la multinazionale anche da oltre dieci anni.

Il ricorso all’ammortizzatore sociale, accompagnato da un meccanismo di rotazione del personale, rappresentava infatti l’impegno assunto dall’azienda negli incontri svolti presso l’Assessorato regionale al Lavoro alla presenza dell’assessore Tiziana Magnacca. L’obiettivo dichiarato era quello di consentire il rilancio produttivo dell’azienda senza sacrificare i livelli occupazionali.

Secondo le organizzazioni sindacali, però, quegli impegni non sarebbero stati rispettati.

«Nei mesi scorsi abbiamo denunciato ripetutamente come l’azienda abbia disatteso quanto concordato in sede istituzionale riguardo alla rotazione del personale. Di conseguenza i lavoratori somministrati vedono completamente sospeso il rapporto di lavoro dal 1° gennaio 2026, subendo un impatto pesantissimo sul fronte del reddito e dei salari», spiegano FeLSA CISL, Nidil CGIL e UILTemp UIL.

I sindacati denunciano inoltre il silenzio mantenuto dall’azienda sul destino occupazionale dei 93 lavoratori, nonostante le continue richieste di confronto e l’assenza all’incontro convocato dall’assessore Magnacca lo scorso 18 febbraio.

Nel frattempo, nei giorni scorsi, i vertici di LFoundry hanno rassicurato attraverso la stampa i circa 1300 dipendenti diretti dello stabilimento, definendo «temporaneo» il ridimensionamento del personale in somministrazione, considerato «fisiologicamente inserito nella gestione congiunturale dei volumi produttivi».

Una lettura contestata dai sindacati, che sottolineano come la realtà racconti di lavoratori a zero ore ormai da cinque mesi.

«Parliamo di lavoratrici e lavoratori, in alcuni casi presenti nello stabilimento da oltre dieci anni, perfettamente inseriti e specializzati nel ciclo produttivo. Ci chiediamo dunque quando terminerà questo “temporaneo ridimensionamento”», incalzano le sigle sindacali.

Il tavolo del 3 giugno rappresenta dunque uno snodo cruciale della vertenza.

«L’obiettivo di FeLSA CISL, Nidil CGIL e UILTemp UIL resta uno solo: il reinserimento lavorativo immediato dei somministrati e il rispetto degli accordi presi. Auspichiamo che dall’incontro emergano risposte concrete per salvaguardare non solo i 1300 dipendenti diretti, ma anche i 93 lavoratori delle agenzie. Questa sarà ancora una volta la richiesta che porteremo davanti all’azienda».