29 Maggio 2026 - 11:03:58
di Marianna Galeota
A 17 anni dal sisma torna a svelarsi alla città la facciata della cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio, simbolo della distruzione del sisma.
Un colpo d’occhio incredibile ed emozionante su piazza Duomo.
La facciata torna quindi interamente visibile, nonostante all’interno siano ancora in corso i lavori di ricostruzione e restauro, in anticipo sul tempi stabiliti, inizialmente previsti per il 10 giugno, festa del santo patrono.
Il cantiere di ricostruzione e restauro dovrebbe concludersi, come da cronoprogramma, entro la fine del 2026 per restituire il Duomo alla città nell’importante anno della Capitale italiana della Cultura.
Il soprintendente Abap Massimo Sericola e tutti i tecnici responsabili «ringraziano le maestranze per questo grande sforzo e per aver regalato alla città la visione della facciata in occasione dei festeggiamenti del santo patrono».
Il cantiere di restauro è condotto dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di L’Aquila e di Teramo, che procede con ritmo costante per restituire alla città e al culto la sua
Chiesa principale.
L’intervento si inserisce nelle linee strategiche promosse dal Ministro della Cultura Alessandro Giuli, orientate alla tutela, alla valorizzazione e alla restituzione alla collettività del patrimonio culturale italiano, con particolare attenzione ai luoghi simbolo dell’identità storica dei territori.
Avviato alla fine del febbraio 2023, il restauro si articola in due lotti di lavori che, da ottobre 2024, procedono parallelamente. Il Duomo, gravemente danneggiato dal sisma del 2009, che provocò anche il crollo di una porzione dell’area absidale, è oggetto di un intervento seguito con particolare attenzione dal Ministero della Cultura.
L’opera è finanziata con 18,5 milioni di euro del “Piano Sviluppo e Coesione” ai quali si aggiungono circa 18 milioni di euro assegnati dal Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile attraverso il “Fondo sviluppo e coesione 2014-2020 – Piano stralcio Cultura e
Sviluppo”.
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