11 Agosto 2026 - 16:22:22
di Redazione
Sono state depositata le motivazioni della sentenza del processo d’appello bis relativo alla tragedia dell’hotel Rigopiano di Farindola (Pescara), travolto e distrutto da una valanga il 18 gennaio 2017, dove morirono 29 persone.
La Corte d’Appello di Perugia, lo scorso 11 febbraio, aveva condannato a due anni gli ex dirigenti regionali Carlo Visca, Pierluigi Caputi e Vincenzo Antenucci (nel frattempo deceduto il 2 luglio). Assolti, invece, l’ex sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, l’ex tecnico comunale Colangeli e i tre dirigenti regionali Giovani, Belmaggio e Primavera.
Due prescrizioni per gli ex dirigenti della Provincia Di Blasio e D’Incecco. Nelle circa cento pagine vengono spiegate in modo dettagliato le motivazioni che hanno portato alle condanne e alle assoluzioni. Citati, tra l’altro, disastri naturali come quello di Sarno, l’alluvione di Genova, l’alluvione di Messina e il terremoto dell’Aquila.
«La tragedia di Rigopiano non è stata un’imprevedibile fatalità naturale, ma il risultato di una catena di omissioni, negligenze e sottovalutazioni del rischio», afferma l’avvocata Wania Della Vigna, legale di parte civile, commentando le motivazioni della sentenza della Corte d’Appello di Perugia. Il riferimento è soprattutto alla mancata redazione della Carta di localizzazione del pericolo valanghe (Clpv). Nelle motivazioni la Corte rileva che senza la Clpv non potevano essere attivati i successivi meccanismi di prevenzione e protezione del rischio valanghe.
«È stata finalmente riconosciuta la sussistenza delle responsabilità e delle posizioni di garanzia» sottolinea Della Vigna. Secondo l’avvocato, la mancata attuazione della Clpv e la gestione inadeguata dell’emergenza e della viabilità avrebbero privato le vittime di una misura di salvaguardia decisiva.
Un passaggio che, nella lettura della parte civile, rafforza il quadro delle responsabilità emerso dal giudizio. Per Della Vigna, la decisione «restituisce dignità alla memoria delle 29 vittime e verità ai familiari» e rappresenta anche un monito sul tema della prevenzione e della sicurezza del territorio.
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