16 Giugno 2026 - 18:39:31

di Martina Colabianchi

La sicurezza urbana infiamma il dibattito politico in Consiglio regionale. Con l’approvazione della nuova proposta di legge in materia di sicurezza urbana integrata, l’Abruzzo si dota di nuovi strumenti di prevenzione per cittadini e imprese, ma l’aula si spacca duramente sulle coperture finanziarie e sulla reale efficacia del provvedimento.

I promotori della Lega, Carla Mannetti e Vincenzo D’Incecco, sostenuti dai consiglieri Marianna Scoccia (Noi Moderati), Paolo Gatti (FdI) e Lugini (Marsilio Presidente), rivendicano la svolta pragmatica: «Di fronte a una crescente percezione di insicurezza da parte dei cittadini, la Regione sceglie di intervenire con strumenti concreti di prevenzione e sostegno ai territori».

La maggioranza difende l’impianto della norma sottolineando come la sicurezza non sia soltanto «repressione del reato», ma anche prevenzione, cura degli spazi pubblici, illuminazione e videosorveglianza. Il testo introduce un Programma triennale e riconosce ufficialmente le forme di cittadinanza attiva e il controllo di vicinato, intesi come collaborazione con la polizia locale e mai come sostituzione delle forze dell’ordine. Il fulcro operativo è l’istituzione del «Bonus Sicurezza Abruzzo», un contributo fino al 50% della spesa destinato a residenti, condomìni e piccole imprese per installare allarmi, telecamere, porte blindate e inferriate. Per finanziare il piano viene istituito un Fondo regionale con una dotazione iniziale di 500 mila euro per il 2026. «È una risposta concreta a chi spesso si sente solo: l’anziano che teme un furto in casa o il commerciante che ha subìto danneggiamenti», evidenziano Mannetti e D’Incecco, rimarcando il pieno rispetto della Costituzione e l’introduzione di una clausola valutativa per monitorare periodicamente i risultati.

«Esistono leggi che nascono da una visione politica e altre che traggono origine dall’ascolto: questo provvedimento appartiene fermamente alla seconda categoria. È una risposta reale e immediata che nasce dall’ascolto profondo dei sindaci, dei commercianti esasperati e dei cittadini che oggi, purtroppo, vivono con un diffuso senso di paura».

La Scoccia, esprime grande soddisfazione per l’approvazione del provvedimento «che introduce disposizioni organiche per la sicurezza urbana integrata e la prevenzione dei reati predatori, è diventato legge a tutti gli effetti. L’obiettivo primario è il contrasto strutturale alla microcriminalità, ai furti nelle abitazioni, agli atti vandalici e ai fenomeni di degrado urbano che negli ultimi tempi hanno colpito l’intero territorio regionale, senza distinzioni».

«Nessuna realtà può ritenersi immune – evidenzia la vicepresidente Scoccia –. Gli episodi di cronaca, dai furti alle risse nei centri storici, non risparmiano né i grandi centri come L’Aquila e Avezzano, né i comuni della Valle Peligna come Sulmona e Pratola Peligna, fino ai borghi più piccoli e isolati, spesso scelti dai malviventi proprio per la loro vulnerabilità logistica. Con questa legge, la Regione Abruzzo decide di metterci la faccia e le mani, trasformando la legittima preoccupazione delle famiglie e delle imprese in azioni reali, affinché nessuno sul nostro territorio si senta più solo».

La novità più rilevante e attesa della nuova norma è l’istituzione del “Bonus Sicurezza Abruzzo”, supportato da un fondo iniziale di 500mila euro per l’anno in corso derivante dalle maggiori entrate regionali. Si tratta di un incentivo economico che permetterà a privati e imprese di ricevere un contributo a copertura delle spese, fino a un massimo del 50%, per l’acquisto e l’installazione di sistemi di videosorveglianza esterna, impianti di allarme e dispositivi di sicurezza passiva come le porte blindate.

Sul fronte istituzionale, la legge introduce una solida cabina di regia attraverso la nascita dell’Osservatorio regionale sulla sicurezza urbana e l’avvio di un tavolo di coordinamento permanente che vedrà cooperare sinergicamente la Regione, i Comuni e le Prefetture. Proprio il dialogo istituzionale ha rappresentato un passaggio chiave nella stesura del testo: la vicepresidente Scoccia ha infatti sottolineato l’importanza del proficuo confronto avuto con il Prefetto dell’Aquila, Vito Cusumano, il quale si era già mostrato sin da subito molto d’accordo con lo spirito e l’impianto generale della legge, condividendone gli obiettivi fondamentali.

La reazione delle opposizioni è invece durissima.

Secondo i pentastellati Francesco Taglieri ed Erika Alessandrini, la legge è una scatola vuota che «certifica nero su bianco il fallimento della destra proprio sul tema che da anni utilizza come principale bandiera elettorale».

Nonostante il centrodestra governi il Paese, la Regione e molti Comuni, il M5S denuncia un aumento della microcriminalità e una cronica carenza negli organici delle forze dell’ordine, lasciando gli enti locali in totale solitudine.

Sotto accusa finisce soprattutto lo stanziamento economico, giudicato del tutto insufficiente: «Una legge sulla sicurezza senza risorse non rende più sicuro neppure un quartiere, non garantisce un agente in più e non offre alcun aiuto concreto ai Comuni. Produce soltanto un titolo sui giornali».

Per il Movimento 5 Stelle, affidare le coperture a future e ipotetiche «maggiori entrate» è una formula contabile irresponsabile, specialmente in una regione con i conti già messi a dura prova e con servizi essenziali come sanità, trasporti e politiche sociali in forte affanno. «Sulla sicurezza la destra ha costruito campagne elettorali; oggi, alla prova dei fatti, restano soltanto slogan senza soldi», concludono i consiglieri d’opposizione, annunciando che non avalleranno quella che definiscono «una messinscena».

«Siamo consapevoli che mezzo milione di euro iniziale potrebbe non bastare a coprire l’intera richiesta dell’Abruzzo, ma la nostra priorità era dare un segnale immediato ed efficace – gli replica Scoccia – Non possiamo limitarci ad osservare o ad intervenire a posteriori, quando il danno è già fatto: abbiamo il dovere di creare soluzioni preventive. Questo è un primo, fondamentale passo verso la tutela dei nostri cittadini e del nostro territorio»