21 Giugno 2026 - 11:22:01

di Martina Colabianchi

I lavoratori di Asm, la partecipata del Comune dell’Aquila che gestisce la raccolta dei rifiuti, hanno proclamato lo stato di agitazione.

L’azienda è da mesi al centro del dibattito politico a causa di una crisi interna che sta intaccando anche il servizio offerto ai cittadini, che in più zone della città denunciano una raccolta a singhiozzo.

Le opposizioni in Consiglio comunale, dopo aver denunciato una riorganizzazione di potere in atto dentro Asm, dove l’interessa sarebbe solo incrementare le posizioni apicali, tornano su una situazione che starebbe peggiorando ormai giorno per giorno.

«Continuano ad arrivare da tutta la città segnalazioni, proteste e lamentele da parte dei cittadini per i disservizi nella raccolta dei rifiuti. In troppi quartieri e in troppe frazioni il servizio procede a singhiozzo: ci sono zone in cui la raccolta passa e altre in cui non passa, giornate in cui il ritiro viene effettuato e altre in cui salta, con accumuli, disagi e un livello di esasperazione che non è più tollerabile – scrivono i consiglieri -. A denunciare che in Asm le cose non vanno non sono più soltanto i cittadini, ma gli stessi lavoratori che, tramite le RSU, hanno proclamato lo stato di agitazione. E questo basta da solo a smentire la propaganda del sindaco e dei vertici aziendali».

«Se, dopo le oggettive lamentele della cittadinanza, vanno in agitazione anche gli operatori che ogni giorno mandano avanti il servizio, allora significa che il problema è reale, profondo e interno all’azienda. Significa che Asm sta vivendo una crisi organizzativa e gestionale che l’amministrazione Biondi continua ostinatamente a non affrontare. Biondi non solo continua a occuparsi di assetti, posizioni di comando e nuovi equilibri interni ad Asm, ma pensa anche che parlando di Agir anziché della città che amministra possa sottrarsi alle polemiche. Non è così».

«Il sindaco Biondi – prosegue la nota – non può continuare a nascondersi dietro l’Amministratore Unico o dietro formule burocratiche. Asm è una società partecipata del Comune dell’Aquila e la responsabilità politica di quanto sta accadendo è sua. È sua se la raccolta continua a non garantire regolarità. È sua se i cittadini vengono lasciati soli a subire i disservizi. È sua se gli operatori sono diventati il parafulmine del malcontento della popolazione. È sua se si continua a intervenire sugli organigrammi e sugli assetti di comando prima ancora di affrontare la crisi del servizio».

«Per questo – concludono – attendiamo che il sindaco si confronti con il Consiglio comunale e auspichiamo che lo stato di agitazione, con il necessario coinvolgimento del Prefetto, imponga finalmente un percorso di verità e di tutela per il futuro dell’azienda e del servizio».