22 Giugno 2026 - 17:56:37
di Martina Colabianchi
«Da anni sentiamo parlare di strategie per il rilancio delle aree interne, di valorizzazione dei borghi, di turismo esperienziale e di contrasto allo spopolamento. Convegni, tavoli, conferenze e annunci si susseguono senza sosta. Poi però, quando si tratta di sostenere concretamente chi ogni giorno tiene vive le comunità locali, la Regione Abruzzo sceglie di voltarsi dall’altra parte».
Così i consiglieri regionali del Partito democratico Pierpaolo Pietrucci e Antonio Di Marco intervengono sulla denuncia dell’Unpli Abruzzo relativa al mancato rifinanziamento della Legge Regionale n. 9 del 2018.
La norma prevedeva risorse per il funzionamento e il supporto alle Pro Loco abruzzesi, in tutto 40 mila euro per garantire i servizi di consulenza e assistenza alle 280 Pro Loco della regione. Le somme, però, sono scomparse dai bilanci regionali del 2024 e del 2025.
«È una scelta incomprensibile e profondamente sbagliata – tuonano i due consiglieri Pd -. Le Pro Loco rappresentano uno dei più importanti presìdi sociali, culturali e turistici dell’Abruzzo. Solo nell’ultimo anno hanno organizzato oltre 2.000 eventi e più di 4.000 giornate di attività, mobilitando migliaia di volontari e generando un indotto economico stimato in circa 9 milioni di euro. Ma soprattutto tengono accese le luci dei nostri paesi, custodiscono tradizioni, promuovono il territorio e spesso suppliscono alle carenze di servizi nei piccoli comuni».
«Per questo chiediamo al sottosegretario con delega al Turismo Daniele D’Amario e all’intera Giunta regionale di assumere un impegno preciso: rifinanziare immediatamente la Legge regionale 9 del 2018 e ripristinare le risorse necessarie a garantire il supporto alle Pro Loco abruzzesi. Sarebbe un segnale concreto verso chi opera quotidianamente nei territori, molto più utile di tanti proclami sulle aree interne».
«Se davvero la Regione considera le aree interne una priorità, lo dimostri con i fatti. Non si può continuare a parlare di rinascita dei territori e contemporaneamente togliere risorse a una delle reti associative che più contribuisce a mantenerli vivi. Le Pro Loco non chiedono privilegi, ma strumenti minimi per continuare a svolgere una funzione essenziale per l’Abruzzo», concludono Pietrucci e Di Marco.
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