23 Giugno 2026 - 17:53:01

di Martina Colabianchi

Sono 41, su un totale di 43 previste, le Case della Comunità che saranno attive in Abruzzo entro il 30 giugno, che è il traguardo stabilito a livello europeo per il completamento dei lavori e l’attivazione delle strutture.

Di queste 41, la maggior parte sono già attive, mentre le restanti verranno inaugurate nei prossimi giorni.

È questo il quadro che emerge dai dati del Dipartimento Sanità della Regione Abruzzo per quanto riguarda gli interventi previsti dalla Missione 6 del Pnrr per il rafforzamento della sanità territoriale nella regione.

Del totale delle strutture, due presentano criticità che ne hanno fatto slittare l’apertura: si tratta di quella di Penne e di quella di Nereto. La seconda sarà comunque operativa entro il 30 settembre.

Le Case della Comunità puntano a rivoluzionare la sanità territoriale, offrendo punti di riferimento a livello locale per la salute dei cittadini, evitando così il sovraffollamento che spesso si verifica all’interno dei pronto soccorso. L’obiettivo è offrire in un unico luogo cure primarie, prelievi, servizi diagnostici di base, continuità assistenziale e gestione delle malattie croniche.

Il piano iniziale prevedeva 40 Case della Comunità in Abruzzo: undici per la Asl 1 (Avezzano Sulmona L’Aquila), 15 per la Asl 2 (Lanciano Vasto Chieti), sei per la Asl 3 (Pescara) e otto per la Asl 4 (Teramo). A seguito della rimodulazione del Piano operativo regionale (Por), con lo stralcio di alcuni interventi e l’inserimento di nuove progettualità, il totale è salito a 43 strutture, così distribuite: undici alla Asl 1, 17 alla Asl 2, sei alla Asl 3 e nove alla Asl 4.

Dal piano sono stati stralciati gli interventi di Pescara e Montesilvano — per i quali sono in corso valutazioni per una riallocazione su fondi Fsc — mentre sono stati integrati cinque nuovi interventi: Francavilla al Mare, Tollo, Popoli, Pianella e Vibrata-Nereto. 

Sul fronte finanziario, il quadro Pnrr per le Case della Comunità si attesta a 52,7 milioni di euro. Il finanziamento originario era di circa 58,9 milioni, successivamente incrementato a oltre 63,4 milioni grazie alle risorse del Fondo Opere Indifferibili assegnate nel 2023 per far fronte agli aumenti eccezionali dei prezzi dei materiali da costruzione.

La rimodulazione del Por ha poi rideterminato la dotazione complessiva, con un saldo netto negativo di circa 6,1 milioni derivante dagli stralci e dai nuovi inserimenti.