26 Giugno 2026 - 09:30:20
di Angelo Liberatore
La memoria ed il ricordo sono patrimoni inestimabili, da custodire e divulgare quanto più possibile.
Goffredo Palmerini, giornalista e scrittore, questo assunto lo tramuta in piena concretezza nelle pagine del suo ultimo libro.
“Personaggi e Persone“, edito da One Group con presentazione del direttore di LAQTV Luca Bergamotto e prefazione di Andrea Fusco.
Il volume è stato presentato all’Auditorium Ance dell’Aquila.
L’opera di Goffredo Palmerini non nasce come un insieme di ritratti singoli, ma è invece un vero e proprio intreccio di esistenze.

Nelle pagine del libro, con uno stile essenziale ma ma allo stesso tempo dal forte impatto, sono tratteggiati e raccontati novantanove profili di persone che hanno sì concluso il loro cammino terreno, ma lasciando un segno ed una eredità profonda.
«Questo libro contro la tendenza di una società liquida che è portata a non curare la memoria. Proprio in quest’anno, che è l’anno in cui L’Aquila è Capitale italiana della Cultura, è un modo per contribuire a lasciare una traccia di identità della nostra città, di memoria collettiva – ha spiegato Palmerini -. Questi ricordi sono nati nel giorno stesso, o meglio il giorno dopo, della morte di personaggi aquilani. Tra questi anche paganichesi, ma ci sono anche personalità insigni che sono abruzzesi vissuti all’estero o che ancora ci vivono, o anche figure importanti che hanno avuto una relazione con la città: penso ad Ennio Morricone, che è un nostro concittadino onorario. Attraverso le loro vite, si disegna una mappa di valori e affinità elettive che identificano e connaturano la nostra città. Io spero che da questo volume venga fuori un senso di comunità rafforzato, che faccia capire quale è il valore profondo della nostra città e quale è anche la sua vocazione profonda sul piano culturale».
Gli scritti di Palmerini racchiusi in questo volume, che diventa quindi una sorta di scrigno della memoria collettiva, coprono un vasto arco temporale: dal 2005 al 2025.
E poi, il numero novantanove scelto da Palmerini come confine ultimo dopo il quale non spingersi va giocoforza a richiamare L’Aquila.
«È stata un’opera improba perché i personaggi erano in realtà molti di più – ha detto ancora l’autore -. Alla fine, però, dovevo arrivare ad un numero ed il 99 è stato un po’ la chiave che mi ha permesso di dargli un significato. Il 99 è il numero della nostra città, e quindi anche questo sottolinea una identità e un messaggio».
Tuttavia il libro ed i suoi protagonisti disegnano uno scenario d’insieme più ampio, anche se il Capoluogo abruzzese resta in qualche modo come filo conduttore.
D’altronde la storia stessa dell’autore (“Ambasciatore d’Abruzzo nel mondo”) consegna questa visione: aprirsi e dialogare, ma senza mai dimenticare le proprie radici.
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