30 Giugno 2026 - 13:51:05

di Martina Colabianchi

Concluso il percorso triennale che li ha portati ad avere una solida “cassetta degli attrezzi”, è tempo di ricevere il diploma per gli allievi del corso triennale 2023-2026 di Reportage audiovisivo del Centro Sperimentale di Cinematografia – Scuola Nazionale di Cinema, sede abruzzese.

Alla cerimonia, svoltasi a L’Aquila all’interno di un gremito Auditorium del Parco, erano presenti, oltre agli emozionati familiari dei diplomandi, la presidente del CSC Gabriella Buontempo, il direttore generale Tiziana Bianchi, il direttore amministrativo della sede Abruzzo Adriano De Santis, la preside Gloria Malatesta e la direttrice artistica del corso di Reportage audiovisivo Francesca Mannocchi e i rappresentanti istituzionali del territorio.

Per il Comune dell’Aquila, era presente l’assessore Roberto Tinari.

«È un percorso molto particolare che tratta il reportage narrativo, che è la ricerca della realtà e del senso della realtà – ha spiegato la preside Gloria Malatesta -. Noi viviamo in un periodo storico in cui siamo pieni di immagini che ci piovono addosso e strabordano dappertutto, e questi ragazzi sono impegnati nel ridare un senso a quelle immagini e dare un racconto della realtà che in questo momento storico sembra affidato a immagini senza racconto».

La mattinata è stata arricchita dalla proiezione di alcuni estratti dei film di fine triennio realizzati da allieve e allievi, che hanno avuto modo di mettersi alla prova con le forme e i linguaggi che hanno appreso negli anni. Allievi che, appassionandosi al cinema, avranno modo magari di proseguire il loro percorso nel capoluogo abruzzese.

È la speranza di Piercesare Stagni, presidente dell’Abruzzo Film Commission e che per tanti anni ha insegnato nel Centro Sperimentale.

«So quali sono le emozioni provate oggi dai ragazzi che prendono il diploma che li porterà nel mondo del lavoro – ha dichiarato -. Per questo è importante anche la funzione di collegamento dell’Abruzzo Film Commission: siamo una Regione fortunata perché, al di là della scia lasciata ormai da diversi anni ma ancora molto funzionale dell’Accademia dell’Immagine, con i suoi studenti che sono spesso dovuti andare a vivere a Roma, l’Abruzzo ha il privilegio di avere ben due scuole di cinema. Dobbiamo, quindi, cercare di mantenerle e di portarle a un livello ancora maggiore, se possibile. Proprio per questo stiamo lavorando tanto sui bandi, ma soprattutto sulla formazione in modo tale che questi ragazzi decidano di prendere la residenza qui e di lavorare nel cinema stabilmente in Abruzzo. Fino a qualche anno fa era solo utopia, ma adesso sta diventando realtà».