01 Luglio 2026 - 09:59:45

di Tommaso Cotellessa

Oltre a generare stanchezza, torpore e litri di sudore, l’ondata di calore che sta travolgendo l’Europa sollecita anche tutta una serie di riflessioni riguardo alle abitudini, alle condizioni e agli stili di vita che caratterizzano la quotidianità di quella fetta di popolazione mondiale che vive all’interno del Vecchio Continente.

Fra il dibattito sul contributo dei condizionatori al riscaldamento urbano, la riduzione delle emissioni di CO₂ e la fatidica scelta del ventilatore come unico argine all’afa che rallenta ogni movimento, un elemento appare decisamente troppo poco presente nel dibattito pubblico e privato: quello relativo alla presenza di alberi nelle nostre città.

La presenza di vegetazione nei contesti urbani, infatti, rappresenta uno strumento di straordinario valore per arginare il caldo e produrre benessere. Gli alberi, infatti, oltre a offrire ombra, rilasciano umidità attraverso il processo di evapotraspirazione, contribuendo così all’abbassamento delle temperature.

Ma qual è lo stato della vegetazione all’interno delle città abruzzesi?

A rispondere a questa domanda è il report Ambiente Urbano redatto dall’Istat, che riporta dati aggiornati fino al 2023.

Lo studio segnala le prime 100 città italiane per presenza di alberi in rapporto al numero di abitanti e, di primo acchito, è possibile constatare un buon piazzamento dell’Abruzzo, che annovera tutti e quattro i capoluoghi di provincia all’interno della classifica; i risultati, tuttavia, sono ancora lontani dall’essere soddisfacenti.

Scorrendo le tabelle, la prima città abruzzese a figurare è Pescara, che si colloca al 45° posto a livello nazionale con 21,3 alberi ogni 100 abitanti. Per trovare un’altra città abruzzese bisogna scendere fino alla 62ª posizione, occupata da Teramo con 15,5 alberi ogni 100 abitanti.

Poco distante, al 70° posto della classifica nazionale, si colloca Chieti con 12,4 alberi ogni 100 abitanti. A conquistare la maglia nera fra le città abruzzesi è L’Aquila, che si colloca quasi in fondo alla graduatoria, al 95° posto, con un risicato rapporto di 5,8 alberi ogni 100 abitanti.

Classifica alla mano, i numeri non possono che far riflettere, non solo riguardo al caldo e alla necessità di aumentare la presenza del verde pubblico, ma anche sul modo in cui pensiamo, programmiamo e costruiamo le nostre città. Mentre il cemento continua a imporsi in maniera sempre più preponderante e aumentano le superfici impermeabilizzate, la natura continua a lanciare segnali incontrovertibili che impongono una rivoluzione del pensiero.

Costruire e ricostruire sono processi che non possono prescindere dalle necessità del quotidiano e dal benessere dei piccoli gesti, delle sfide di ogni giorno, quelle con cui cittadine e cittadini si confrontano quotidianamente.

Un’amministrazione, dunque, deve sì rilanciare un territorio, pensare con ambizione alle prospettive di una città, ma non può esimersi dall’affiancare ogni cittadino anche in quelle imprese che si presentano ogni mattina. Imprese piccole ma grandi, come uscire di casa con 38 °C e mettersi alla ricerca di un parcheggio all’ombra.