05 Luglio 2026 - 14:07:25

di Martina Colabianchi

Residenti e turisti continuano a segnalare, da tempo, degrado e abbandono in un’area che dovrebbe essere uno dei simboli dell’Aquila e della sua rinascita.

Parliamo dell’ex conceria della Rivera e del Parco delle Acque, un progetto finanziato per recuperare un edificio storico di grande valore e completare l’area tra la Fontana delle 99 Cannelle, il MuNDA e la chiesa di San Vito.

A tornare sul tema è la consigliera comunale Stefania Pezzopane, che già nel 2025 aveva presentato un’interrogazione consiliare per chiedere conto dei ritardi e della mancata cura del luogo. «Le risposte dell’amministrazione – si legge in una nota a firma della consigliera – erano state lacunose e piene di “faremo” nel tentativo di rassicurare rassicuranti. Ma, ancora una volta, alle parole non sono seguiti i fatti. Nessun recupero dell’antica conceria, nessun completamento del Parco delle Acque, nessun segnale concreto di un progetto annunciato da anni e finanziato grazie alle amministrazion8 di centro sinistra».

«A tutto questo – continua Pezzopane – si aggiunge un dato ancora più sconfortante: nemmeno l’ordinaria manutenzione sembra essere garantita. Erbacce, sporcizia e incuria fanno da cornice alla Fontana delle 99 Cannelle, uno dei monumenti più belli, rappresentativi e identitari dell’Aquila. Un luogo che dovrebbe essere il fiore all’occhiello della città e che, invece, offre un’immagine di trascuratezza».

«I residenti hanno tutte le ragioni per protestare. Ma oggi a restare sorpresi sono anche i turisti, che arrivano per ammirare uno dei simboli dell’Aquila e si chiedono come sia possibile che un patrimonio così prezioso venga lasciato in queste condizioni».

«Le promesse hanno una scadenza. E quella sul recupero di Borgo Rivera è scaduta da tempo. L’Aquila non ha bisogno di nuove rassicurazioni, ma di manutenzione, cantieri e opere finalmente concluse. Perché la bellezza non si celebra con gli annunci: si tutela, ogni giorno. Chiedo all’amministrazione di attivarsi immediatamente. Tornerò ad incalzare – conclude la consigliera -, perché la città ha bisogno di cura e non di polvere di stelle».